Zemmour: dopo Brexit va cambiata la lingua ufficiale «Aboliamo l’inglese in Europa»

Éric Zemmour e Sarah Knafo

Mercoledì sera, ospite del canale all-news [di notizie N.d.T.] BfmTv, Eric Zemmour, scrittore ed ex giornalista del Figaro oggi candidato outsider della destra identitaria alle presidenziali francesi, non ha soltanto ufficializzato la sua relazione amorosa con la giovane Sarah Knafo – «è la mia collaboratrice e la mia compagna», ha detto – ma ha anche assicurato che in caso di elezione all’Eliseo, dinanzi ai dirigenti stranieri, e in particolare nelle istituzioni europee, non parlerà mai in inglese. «Non capisco: l’Inghilterra non c`è più (nell`Unione europea, ndr) e continuiamo a parlare inglese», ha dichiarato Zemmour, parlando di «servitù  volontaria» (il riferimento è al libro cinquecentesco di Etienne de la Boétie, “Discours de la Servitude volontarie ou le Contr’un”) di tutti quelli che in Europa hanno rinunciato alla loro lingua per parlare l`idioma della vecchia Albione. E ancora: «Voglio difendere la mia lingua, se il presidente della Repubblica francese non difende la sua lingua chi lo farà?».
Ma Zemmour si è spinto ancora più lontano, dichiarando davanti ai giornalisti di BfmTv che chiederà, durante i summit europei, di non utilizzare più l`inglese. «Chiederò che le riunioni europee smettano di essere sistematicamente in inglese. Ci sono altre lingue in Europa. C`è il francese, c`è il tedesco… Non abbiamo bisogno di parlare inglese ora che gli inglesi non ci sono più», ha affermato il candidato sovranista. Zemmour, che alla domanda del giornalista «parla l`inglese?» ha risposto «malissimo», ha ricordato che Edward Heath, il premier b
ritannico che fece entrare il Regno Unito nel Mercato comune nel 1973, aveva promesso all`allora presidente della Repubblica francese Georges Pompidou «che il francese sarebbe rimasto la lingua del Mercato comune, dei sei Paesi fondatori all`epoca». «Come al solito», ha sottolineato Zemmour, «gli inglesi non hanno mantenuto la loro parola».
MACRON D`ACCORDO
Ma ora che non ci sono più perché continuare a parlare la loro lingua? Zemmour, va detto, non è l`unico a militare per il ripristino del francese come lingua predominante nell`Unione europea, come prima lingua di lavoro, status che aveva fino al 1973. Seppur con toni e modi diversi da quelli del candidato identitario, l`attuale inquilino dell`Eliseo, Emmanuel Macron, e i suoi fedelissimi (in primis Clément Beaune, segretario di Stato per gli Affari europei), hanno più volte lasciato intendere la volontà di imporre la lingua di Molière come lingua principale dell`Ue, approfittando dell`attuale presidenza francese del Consiglio dell`Ue.
A giugno, Politico Europe riportava i piani di Macron affinché gli incontri, i documenti, le note e tutto ciò che ora viene fatto in inglese iniziassero a essere in francese. «Chiederemo sempre alla Commissione europea di inviarci in francese le lettere che desidera indirizzare alle autorità francesi e, se non lo faranno, aspetteremo la versione francese prima di rispondere», disse un diplomatico francese a Politico Europe. «Anche se ammettiamo che l’inglese è la lingua di lavoro ed è comunemente praticata, le basi per esprimersi in francese rimangono pienamente presenti nelle istituzioni dell`Unione europea. Dobbiamo arricchirlo e farlo rivivere affinché il francese riacquisti davvero terreno», aggiunse la stessa fonte.

MALTA E IRLANDA
Le lingue di lavoro dell`Ue, attualmente, sono tre: inglese, francese e tedesco. Di fatto però nessuno parla tedesco in una riunione, assai poco in francese e quasi sempre in inglese. La lingua di Shakespeare rimane la più studiata nelle scuole europee e l`81% della documentazione dell`Ue è redatto in inglese. Ma se prima della Brexit, l`inglese era la lingua ufficiale per il 12,8% della popolazione, ora lo è solo per l`1,2%: gli abitanti di Irlanda e Malta. Zemmour e Macron, insomma, sono più vicini di quanto si possa pensare su questo punto. La vera differenza tra i due è che il primo vorrebbe azzoppare l`inglese anche nelle scuole francesi, mettendolo al bando alle elementari, per dare più spazio alla matematica dove gli alunni della République, secondo i dati Pisa, sono agli ultimi posti.
Scrive il giornalista politico David Doukhan: «Eric Zemmour non vuole più l`inglese alle elementari, vuole privilegiare l’apprendimento del francese e della matematica, cancellando le ore consacrate alle lingue straniere. È consapevole che l`economia è ormai globalizzata? Questa proposta è in contrasto con la realtà della competizione internazionale».

LA SCHEDA
Le regole
Le lingue di lavoro dell`Ue, attualmente, sono tre: inglese, francese e tedesco. Di fatto però nessuno parla tedesco in una riunione, assai poco in francese e quasi sempre in inglese. La lingua di Shakespeare rimane la più studiata nelle scuole europee e 1`81% della documentazione dell`Ue è redatto in inglese. Ma se prima della Brexit, l`inglese era la lingua ufficiale per il 12,8% della popolazione, ora lo è solo per I’1,2%: gli abitanti di Irlanda e Malta.

Gli interpreti
Il costo dei servizi di interpretariato del Consiglio europeo, secondo i dati elaborati da TrueNumb3rs, ammontava nel 2016 a 82 milioni 739mi1a euro, pari al 15% del bilancio, ma il costo di tutti i servizi linguistici in tutte le istituzioni dell`Ue ammonterebbe a meno dell`I % del bilancio annuale comunitario, che supera i 9 milioni di euro.

Mauro Zanon|Libero|14.01.2022

Lascia un commento

0:00
0:00