Viva il SIC!

MANTOVA L’appello da una media di Castiglione

«Salviamo il congiuntivo» Un baby-club in guerra contro i barbari della lingua

«Media e politici imparino l’italiano»

di Pietro Pacchioni

Salviamo il congiuntivo, il modo della possibilità. Prima che sia troppo tardi e faccia (sottolineo faccia) la fine del panda. Proteggiamolo dallo scempio irrispettoso della lingua nostra di troppi presentatori televisivi, giornalisti, uomini politici e chiacchieroni in libertà. Sottraiamo dall’estinzione questo elegante fiore all’occhiello dell’italiano. Combattiamo, se necessario anche strenuamente, il fantozziano «vadi», l’orrendo «facci», il terrificante «venghi» il disinvolto «meglio che vieni subito» in nome, una volta tanto di Dante, Manzoni e Niccolò Tommaseo e della vecchia maestra elementare. Il grido di dolore parte dal SIC, (acronimo di salviamo il congiuntivo) neonato club, istituito «senza scopo di lucro – come predica lo statuto – allo scopo di difendere e diffondere il modo congiuntivo, con l’unico interesse di salvaguardarlo in quanto lo si ritiene fondamentale per comunicare correttamente in lingua italiana e per valorizzare la stessa anche nell’uso corrente». I soci fondatori della benemerita associazione che non ha niente in comune con le bizzarrie di altri club, del tipo «Liberiamo i nani da giardino» o con i severi accademici della Crusca, sono gli studenti della seconda B della media «Beschi» di Castiglione delle Stiviere, impegnati a cercare proseliti anche fuori della scuola. «Si accettano sostenitori di tutte le età e da tutta Italia – spiega Marco Maffeis, biondino di 12 anni appena, ma già entrato completamente nel ruolo autorevole di vicepresidente del Club – purché condividano (sottolineo condividano) l’obbiettivo e si impegnino (idem) a usare il congiuntivo correttamente». L’adesione all’associazione, nata fra i banchi con l’ imput appassionato di Wally Beschi, dinamica professoressa di lettere nonché primo presidente del SIC, e la benedizione del dirigente, professor Angelo Gandini, è a tempo illimitato. «Perché – sostengono Marco e i suoi compagni di una classe talmente multietnica che sembra uscita dalla pubblicità di Benetton – il congiuntivo, una volta imparato bene, non lo si dimentica più». Gli aderenti al sodalizio non traggono nessun vantaggio se non quello morale di partecipare alla difesa di qualcosa che da tempo «viene vilipeso, ignorato e rischia di essere dimenticato». Iscriversi è facile, ma sono richiesti alcuni requisiti, dice Marco, come «conoscere il modo congiuntivo dei verbi regolari e irregolari, sapere le regole che ne disciplinano l’uso, ascoltare con attenzione, e qui sta il bello, coloro che parlano per individuare gli errori e correggerli, senza riguardi per nessuno, oltre naturalmente a dare il buon esempio». Per i ragazzi che intendono iscriversi, è necessario superare un piccolo test; per gli adulti si va sulla fiducia, anche se una ripassatina di grammatica e sintassi non farebbe poi male. Così i soci fondatori, con l’aiuto della professoressa, hanno preparato un «bigino» di pronta consultazione per non cadere in svarioni. «Come capita – si indigna Wally Beschi – ogni giorno in tante interviste dove giornalisti e politici dimenticano sistematicamente che in Italia si deve parlare italiano, rispettandone le regole, mentre abbondano i regionalismi e il pervasivo romanesco televisivo, per non parlare della dizione corretta, praticata ormai solo dagli attori di prosa». Riuscirà mai il SIC a congiungere gli Italiani? Si accettano iscrizioni al sito www.castiglioneuno.it

GRAMMATICA 1 Quando serve Nelle frasi dipendenti Nelle espressioni di cortesia (Si sieda, Mi consigli, per favore) Nelle esclamazioni di stupore, augurio (Vedessi che casa!) Nelle domande che esprimono dubbio (Che l’ abbia dimenticato?) Nelle espressioni di concessione o consenso (Sia pure come dici tu) Nelle frasi indipendenti Dopo le congiunzioni o locuzioni congiuntive sebbene, a meno che, affinché, qualora (Sebbene tu sia intelligente, ti comporti da sciocco) Dopo le espressioni impersonali come «è utile, è necessario, conviene» (Conviene che tu ti metta a studiare) Dopo i verbi di augurio (Speriamo che arrivi il sole) Dopo gli aggettivi e pronomi indefiniti come «Chiunque, qualunque» (Chiunque lei sia non può entrare)

GRAMMATICA 2 I tempi giusti Presente: indica che dipende da un verbo presente o futuro Imperfetto: indica una possibilità che dipende da un verbo al passato o al condizionale Passato: indica una possibilità forse già realizzata che dipende da un verbo al presente o al futuro Trapassato: indica una possibilità che non si è realizzata e che dipende da un verbo al passato, ovvero eventi visti come non reali o non obiettivi.

(Dal Corriere della Sera, 7/1/2007).

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  • MANTOVA L’appello da una media di Castiglione

    «Salviamo il congiuntivo» Un baby-club in guerra contro i barbari della lingua

    «Media e politici imparino l’italiano»

    di Pietro Pacchioni

    Salviamo il congiuntivo, il modo della possibilità. Prima che sia troppo tardi e faccia (sottolineo faccia) la fine del panda. Proteggiamolo dallo scempio irrispettoso della lingua nostra di troppi presentatori televisivi, giornalisti, uomini politici e chiacchieroni in libertà. Sottraiamo dall’estinzione questo elegante fiore all’occhiello dell’italiano. Combattiamo, se necessario anche strenuamente, il fantozziano «vadi», l’orrendo «facci», il terrificante «venghi» il disinvolto «meglio che vieni subito» in nome, una volta tanto di Dante, Manzoni e Niccolò Tommaseo e della vecchia maestra elementare. Il grido di dolore parte dal SIC, (acronimo di salviamo il congiuntivo) neonato club, istituito «senza scopo di lucro – come predica lo statuto – allo scopo di difendere e diffondere il modo congiuntivo, con l’unico interesse di salvaguardarlo in quanto lo si ritiene fondamentale per comunicare correttamente in lingua italiana e per valorizzare la stessa anche nell’uso corrente». I soci fondatori della benemerita associazione che non ha niente in comune con le bizzarrie di altri club, del tipo «Liberiamo i nani da giardino» o con i severi accademici della Crusca, sono gli studenti della seconda B della media «Beschi» di Castiglione delle Stiviere, impegnati a cercare proseliti anche fuori della scuola. «Si accettano sostenitori di tutte le età e da tutta Italia – spiega Marco Maffeis, biondino di 12 anni appena, ma già entrato completamente nel ruolo autorevole di vicepresidente del Club – purché condividano (sottolineo condividano) l’obbiettivo e si impegnino (idem) a usare il congiuntivo correttamente». L’adesione all’associazione, nata fra i banchi con l’ imput appassionato di Wally Beschi, dinamica professoressa di lettere nonché primo presidente del SIC, e la benedizione del dirigente, professor Angelo Gandini, è a tempo illimitato. «Perché – sostengono Marco e i suoi compagni di una classe talmente multietnica che sembra uscita dalla pubblicità di Benetton – il congiuntivo, una volta imparato bene, non lo si dimentica più». Gli aderenti al sodalizio non traggono nessun vantaggio se non quello morale di partecipare alla difesa di qualcosa che da tempo «viene vilipeso, ignorato e rischia di essere dimenticato». Iscriversi è facile, ma sono richiesti alcuni requisiti, dice Marco, come «conoscere il modo congiuntivo dei verbi regolari e irregolari, sapere le regole che ne disciplinano l’uso, ascoltare con attenzione, e qui sta il bello, coloro che parlano per individuare gli errori e correggerli, senza riguardi per nessuno, oltre naturalmente a dare il buon esempio». Per i ragazzi che intendono iscriversi, è necessario superare un piccolo test; per gli adulti si va sulla fiducia, anche se una ripassatina di grammatica e sintassi non farebbe poi male. Così i soci fondatori, con l’aiuto della professoressa, hanno preparato un «bigino» di pronta consultazione per non cadere in svarioni. «Come capita – si indigna Wally Beschi – ogni giorno in tante interviste dove giornalisti e politici dimenticano sistematicamente che in Italia si deve parlare italiano, rispettandone le regole, mentre abbondano i regionalismi e il pervasivo romanesco televisivo, per non parlare della dizione corretta, praticata ormai solo dagli attori di prosa». Riuscirà mai il SIC a congiungere gli Italiani? Si accettano iscrizioni al sito http://www.castiglioneuno.it

    GRAMMATICA 1 Quando serve Nelle frasi dipendenti Nelle espressioni di cortesia (Si sieda, Mi consigli, per favore) Nelle esclamazioni di stupore, augurio (Vedessi che casa!) Nelle domande che esprimono dubbio (Che l’ abbia dimenticato?) Nelle espressioni di concessione o consenso (Sia pure come dici tu) Nelle frasi indipendenti Dopo le congiunzioni o locuzioni congiuntive sebbene, a meno che, affinché, qualora (Sebbene tu sia intelligente, ti comporti da sciocco) Dopo le espressioni impersonali come «è utile, è necessario, conviene» (Conviene che tu ti metta a studiare) Dopo i verbi di augurio (Speriamo che arrivi il sole) Dopo gli aggettivi e pronomi indefiniti come «Chiunque, qualunque» (Chiunque lei sia non può entrare)

    GRAMMATICA 2 I tempi giusti Presente: indica che dipende da un verbo presente o futuro Imperfetto: indica una possibilità che dipende da un verbo al passato o al condizionale Passato: indica una possibilità forse già realizzata che dipende da un verbo al presente o al futuro Trapassato: indica una possibilità che non si è realizzata e che dipende da un verbo al passato, ovvero eventi visti come non reali o non obiettivi.

    (Dal Corriere della Sera, 7/1/2007).

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