CAMERA
Riconosciute le lingue rom e sinti
La Commissione Esteri approva un emendamento in sede di ratifica della Carta europea degli idiomi regionali
Si avvicina il riconoscimento delle lingue rom e sinti tra le minoranze linguistiche. La commissione Esteri della Camera, infatti ha approvato uno specifico emendamento in sede di ratifica
della Carta europea delle lingue regionali. La norma è stata approvata, nonostante il parere contrario del governo elaborato dal ministero dell’Interno.
L’emendamento è a firma del radicale Matteo Mecacci e di Jean Leonard Touadi (Pd). «Abbiamo proposto di modificare l’articolo 3 della legge di ratifica della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie – spiega Mecacci – inserendo le lingue rom e sinti tra quelle riconosciute e aggiungendole dunque all`elenco già previsto dalla legge 482 del ’99 sulla tutela delle minoranze linguistiche». In sostanza con l’emendamento Mecacci-Touadì, anche agli idiomi rom, finora esclusi dal novero delle minoranze riconosciute, vengono applicate le misure previste dalla Carta europea sulle lingue minoritarie, che l’Italia sta ratificando. Ma secondo l`Opera Nomandi, quella approvata oggi dalla commissione Esteri della Camera equivale ad una »dichiarazione d’intenti", quello che serve «veramente per il riconoscimento delle minoranze linguistiche di rom e sinti è l’inserimento nei diritti previsti dalla legge 482 del 1999. Massimo Converso, presidente dell’Opera nomadi ricorda come i »rom e sinti sono 200.000 in Italia, 1’80% parla romané, una lingua che deriva dall’antico sanscrito. La legge 482 escluse i rom e i sinti in quanto considerati minoranza non radicata sul territorio. Ma in Italia, invece, possiamo citare diversi centri con presenza numerosa e storica, come a Melfi dove sono oltre il 10% della popolazione e sono lì da oltre 600 anni".
(Da Il Gazzettino, 24/5/2012).















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