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L'ERA comunica

Università: Evviva Lambertenghi che parla degli interessi dietro l’internazionalizzazione inglese.

Giorgio Lambertenghi Deliliers
Giorgio Lambertenghi Deliliers

«Finalmente un articolo che fa ben capire perché l’opzione radicale dell’Esperanto come lingua federale dell’Unione sia l’unica praticabile. Finalmente qualcuno, in questo caso proprio un professore dell’Università statale di Milano, è riuscito a rendersi conto e ad affermare gli interessi politici ed economici che si celano dietro la tanto acclamata ‘internazionalizzazione’ della cultura e delle Università italiane fatta all’insegna del ‘solo-inglese’, dietro il cui motto si cela di fatto la colonizzazione dei nostri atenei e, di conseguenza,  delle menti dei nostri studenti». Questo il commento di Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto, all’articolo uscito oggi nell’edizione milanese di Repubblica di Giorgio Lambertenghi, dal significativo titolo ‘L’Università non commetta il peccato di anglofilia’.

«In realtà non si tratta di anglofilia – precisa Pagano – bensì di necrofilia, pulsione di morte. Alla vergognosa pulsione alla distruzione e alla depredazione materiale che la casta politica ha assicurato con la partitocrazia di Regime del Dopoguerra, viene oggi affiancata la depredazione intellettuale perpetrata dalla casta accademica. In quest’ultimo caso si tratta molto spesso di docenti mediocri, capaci solo di innovare colonizzando, attraverso la svalutazione e la svendita del patrimonio immateriale italiano: la nostra lingua, la nostra cultura».

«Non è la prima volta che mi esprimo in tal senso – sottolinea il Segretario dell’Era – ossia che le depredazioni immateriali sono ancor più gravi di quelle materiali. Il perché è semplice, mentre ci voglioni pochi mesi per ricostruire un edificio bombardato in una guerra, la ricostituzione del perduto patrimonio immateriale comporta decenni e decenni di decolonizzazione, attraverso decine di generazioni. Questo costo è enorme, quasi inestimabile e dovrà essere ripagato agli italiani.
Così come con i fascisti è stato utile che qualche raro antifascista sottolineasse come la violenza perpetrata avrebbe comunque avuto un prezzo che, prima o poi, sarebbe stato pagato, allo stesso modo la violenza distruttiva degli sfascisti, a mio avviso ben peggiore della precedente, avrà un prezzo che necessariamente dovrà essere pagato attraverso una nuova Norimberga, dove i Profumo, gli Azzone, i Carraro, le Moratti e le Gelmini dovranno sedere sul banco degli imputati», conclude Pagano.   

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