Europa e oltre

Unità politica ed economica per salvare l’Ue

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«Unità politica ed economica per salvare l'Ue»

Napolitano: la situazione dimostra che urge superare limiti ed egoismi

La soluzione può essere solo «più Europa», un`unità d`azione e di governo che superi limiti ed egoismi persistenti: Giorgio Napolitano lo predica da mesi, a maggior ragione lancia il suo appello preoccupato dall`acuirsi della crisi. Il giorno dopo il declassamento dell`Italia il presidente della Repubblica avverte che è urgente per l`Unione «mettere in campo la più forte volontà comune nel procedere senza esitazioni sulla via dell`unità politica e dell`effettiva unione economica».
«La crisi economia e finanziaria globale – sottolinea il capo dello Stato in un messaggio inviato al Movimento federalista europeo – ha trovato le istituzioni europee ancora condizionate da limiti del passato». Ma «le profonde trasformazioni in corso su scala mondiale» impongono all`Europa di trovare, appunto, la forza di procedere speditamente «sulla via dell`unità politica e dell`effettiva unione economica».
Da Napolitano non arriva alcun commento diretto sulle decisioni di Standard and Poor`s. Ma che il rischio che declassamento dell`Italia, e non solo, possa avere effetti devastanti sui tentativi dell' Unione di sottrarsi all`attacco della speculazione finanziaria, e sulla stessa sopravvivenza dell'euro, è ben presente al Quirinale. Il presidente della Repubblica da mesi non lesina interventi per sollecitare una presa di coscienza comune e il superamento di quegli egoismi che sino ad ora hanno impedito di giungere ad un effettivo governo politico comune, agli «inevitabili trasferimenti di sovranità» a livello europeo, alla creazione di bonds europei, all`avvio di una comune strategia di sviluppo. Tornerà a farlo ancora domani, quando a Roma arriverà il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, che salirà al Colle dopo aver incontrato Mario Monti a palazzo Chigi.
Napolitano farà sentire il peso del suo prestigio, lavorando a sostegno del governo. Non sono previsti, al momento, incontri con Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, in arrivo a Roma all`indomani del varo del pacchetto di liberalizzazioni ma l`agenda potrebbe mutare. Di sicuro, Quirinale e palazzo Chigi lavorano in sintonia. E i commenti di queste ore delle forze politiche che sostengono l`esecutivo suonano come concordi sollecitazioni a far sentire la voce dell`Italia al tavolo di Bruxelles. Angelino Alfano sfrutta il declassamento deciso da Standrd and Poor`s per sostenere si tratti della «prova che il problema non era il governo Berlusconi» e assicura appoggio ad una strategia che punti a risolvere il «vero problema»: «Un euro che non funziona, un`Europa che non sa decidere, una Bce che non è garante dell` euro». Anche dal Pd, con Pierluigi Bersani, arriva l`invito a lavorare per vincere le resistente tedesche. E gli europarlamentari democratici – annuncia David Sassoli – avviano una raccolta di firme per la creazione degli stati uniti d`Europa: obiettivo «almeno un milione di firme in almeno sette stati membri». «Siccome il giudizio dell`agenzia di rating investe l`intera Europa – spiega Massimo D`Alema – la migliore risposta è una più forte, coordinata e solidale strategia europea. Se l`Unione non ha la forza di combattere la speculazione finanziaria, perderà la sua battaglia». Il declassamento di alcuni Paesi, concorda la radicale Emma Bonino «è la dimostrazione della debolezza politica dell`Europa»: «Nessuno si azzarda a speculare sul dollaro perché ha un governo federale, un ministro del tesoro e una banca federale prestatore di ultima istanza».

di Teresa Bartoli

il Mattino, pag 14
15/01/12

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