Politica e lingue

Unità: «Pari dignità alle lingue straniere» La protesta dei prof: not only english!

Corte di giustizia dell'Unione europea (Lussemburgo)

Il ministro dell’Istruzione punta infatti alla lingua unica, al monopolio dell’inglese. Dal prossimo settembre, la scuola media targata Mariastella Gelmini deve «parlare» solo english e così il ministro propone - delegando alle famiglie la scelta - la messa in liquidazione dall’istruzione pubblica della seconda lingua comunitaria.

Maristella Iervasi «Non ci resta che piangere». Il titolo del film scritto a quattro mani da Roberto Benigni e Massimo Troisi sintetizza al meglio il disagio di chi è arrivato a Roma per protestare. Sono gli insegnanti precari di francese, spagnolo e tedesco: ieri hanno manifestato a Roma perché – come recita un altro cartello – la Gelmini li ha ridotti a «Figli di una lingua minore».

Il ministro dell’Istruzione punta infatti alla lingua unica, al monopolio dell’inglese. Dal prossimo settembre, la scuola media targata Mariastella Gelmini deve «parlare» solo english e così il ministro propone – delegando alle famiglie la scelta – la messa in liquidazione dall’istruzione pubblica della seconda lingua comunitaria.

Inglese potenziato dunque: 5 ore alla settimane invece che 2, a discapito del multilinguismo «suggerito» dall’Europa, e facendo «carta straccia» l’art.165 del Trattato di Lisbona ratificato dall’Italia nel 2007. Senza essere chiari fino in fondo con le famiglie che stanno iscrivendo i figli a scuola e hanno scelto «only english». Perché una cosa è certa: con le cattedre ridotte a 18 ore i ragazzi che andranno in prima rischiano di avere uno spezzatino di insegnanti di british, invece che la stessa prof.

«Parità e dignità delle lingue straniere», chiedono i manifestanti arrivati da tutt’Italia. Hanno sfilato ordinati da Largo Argentina fin sotto le finestre di Mariastella maestra unica, capitanati dai promotori: l’associazione radicale «Esperanto», la Flc-Cgil, il Cidi, Lend (Lingua e nuova didattica) e altre associazioni coem l’Anils (insegnanti lingue straniere). Assenti i centri culturali come il Goethe institut, il Cervantes e il Centro culturale francese.

Sono oltre 3mila i docenti di lingua comunitaria sulla cui sorte pende una «condanna a morte lenta». Insegnanti di seconda lingua comunitaria sempre inseriti nell’organico di fatto delle scuole e mai stabilizzati. Vale a dire «invisibili»: assunti in settembre e licenziati a giugno. I docenti di ruolo di francese sono 5.327, quelli di spagnolo 224 e di tedesco 53.

Marcella è arrivata da Verona, Lisa dalla Toscana, tanti altri da Bologna: per non restare ancora a piedi – spiegano – non ci resta che tentare con l’abilitazione per il sostegno.

In corteo a Roma fin sotto le finestre della Gelmini. I docenti precari di francese, spagnolo e tedesco ieri hanno protestato chiedendo «pari dignità» per le lingue straniere. L’inglese potenziato va contro l’Europa.

L’Unità| 23-02-2009

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