Europa e oltre

UN’EUROPA FINALMENTE UNITA E LEGGERA

UN’EUROPA FINALMENTE UNITA E LEGGERA

di CORRADO AUGIAS

Gentile dottore, ho letto con interesse ‘`intenvista di Federico Rampini a-Joseph Stiglitz, premio Nobel Dell’Economia (Repubblica, 12 aprile). Impressionante la frase: «O più Europa o meno euro,
se si resta a metà guado, paesi come Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, pagano un prezzo alto a
vantaggio delle economie più forti come quella tedesca». Se facciamo parte di una "Unione“, che aspettiamo a sfruttare questo momento di difficoltà per creare i veri Stati Uniti d’Europa? Una Banca centrale che operi alla stessa stregua della Federal Reserve o della Banca Centrale Giapponese; un esercito Unico europeo che faccia risparmiare milioni di euro da destinare allo sviluppo; una sistema fiscale unico che combatta l’evasione di tutti i paesi della comunità; un sistema anticorruzione unico che ci liberi dai problemi legati alle gare d`appalto e alle mazzette; contratti di lavoro comuni che abilitino ogni cittadino europeo a spostarsi singolarmente o con la famiglia in ogni paese. Eccetera. Se non cogliamo questo momento che l`abbiamo fatta a fare questa mezza Europa?
Giorgio Scolari – giorgioandrea.scolari@gmail.com

Accade il contrario di quanto il signor Scolari, e ogni persona ragionevole, auspicano. Proprio la crisi ha riacceso gli egoismi nazionali; noi patiamo la supremazia della Germania ma i tedeschi rimpiangono
il loro vecchio caro marco con la sua solidità in esclusiva, una moneta da non condividere con nessuno
dei dissipatori dell’Europa meridionale che hanno campato allegramente per anni al di sopra dei propri mezzi. Infatti: "La crisi non poteva non riflettersi pesantemente sul processo d’integrazione europea per il semplice motivo che questo processo è stato, fin dall’inizio, imperniato sull’economia". Ho preso questa frase da un saggio di Emma Bonino e Marco De Andreis che ha un titolo suggestivo anche se offerto in forma interrogativa: "Una Federazione leggera per gli Stati Uniti d’Europa?", Lo spazio mi consente solo di enunciarne la tesi portante che è la seguente: non c’è alcun bisogno d’immaginare un nuovo "enorme superstato federale", spauracchio presentato da ogni bravo euroscettico a cominciare dai giornali inglesi, anche se nella realtà nessuno ha mai parlato di un "superstato", tanto meno "enorme". I due autori ipotizzano, al contrario, un governo federale europeo che si occupi di un numero relativamente ridotto di funzioni ad un costo – il 5 per cento del Pil – inferiore alle risorse attualmente assorbite dai governi dei paesi ricchi. La tesi è illustrata da una serie di esempi dettati dalla competenza (Emma Bonino è stata apprezzata Commissario europeo) e dalla convinzione che una vera Europa, nel mondo globalizzato, sia l’unica possibilità per il vecchio continente di restare al centro del mondo.
(Da La repubblica, 17/4/2013).

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