+3906689791 scrivici@era.ong
Politica e lingue

UNA POLITICA LINGUISTICA PER UN EUROPA MIGLIORE 10/06/95

UNA POLITICA LINGUISTICA PER UN’EUROPA MULTICULTURALE
Dichiarazione sulla varietà linguistica e culturale nell’Unione Europea

Dichiarazione approvata, nel testo esperanto, dall’Unione Esperantista Europea, nel suo secondo congresso, a Parigi, 2-6 giugno 1995, con oltre 500 partecipanti da 24 Paesi.

——-

Tutte le lingue e tutte le culture hanno essenzialmente pari valore. La salvaguardia della varietà delle lingue e delle culture è condizione preliminare per una convivenza sana e pacifica.

Nei Paesi dell’Unione Europea il bisogno di garantire la parità di diritti di tutte le lingue e di tutte le culture si manifesta con particolare evidenza. Un’intensa collaborazione internazionale promuove, in modo per molti aspetti positivo, la comprensione internazionale, ma d’altra parte può anche svilupparsi come una minaccia per la varietà a causa di tendenze alla centralizzazione e all’uniformizzazione culturale. In tale contesto noi sentiamo il problema delle lingue come particolarmente acuto e riteniamo che sia necessaria una seria attenzione, basata su un nuovo modo di pensare. Per rendere possibile l’unità nella diversità noi proponiamo una Politica Linguistica per un’Europa Multiculturale.

Il problema delle lingue svolge un ruolo importante nei contatti o nella mancanza di contatti tra i cittadini dell’Unione Europea, è una presenza costante nelle sedute degli organi dell’Unione e si manifesta nel lavoro quotidiano delle istituzioni. La questione delle lingue viene sollevata in molti contesti. Questioni di attualità sono per esempio le seguenti:
– quale lingua o quali lingue dovranno essere usate sulla prevista moneta europea?
– in che lingue le truppe degli Eurocorpi ricevereanno gli ordini?
– come affrontare la questione delle lingue in un’Europa che si sta ingrandendo?

Perch‚ siano rispettate pienamente la varietà delle lingue e delle culture e la parità di diritti di tutte le lingue nella collaborazione europea, con l’applicazione del principio di sussidiarietà nel campo delle lingue, noi vediamo due possibili vie di approccio:

1. usare sempre parallelamente tutte le lingue;
2. usare una lingua come strumento di comunicazione internazionale.

Nessuna lingua nazionale può svolgere il ruolo di unica lingua comune senza mettere in pericolo la varietà degli idiomi e delle culture e persino la stabilità politica dell’Unione. Una soluzione neutrale, politicamente accettabile può essere solamente il latino o una lingua internazionale pianificata – qual è la lingua internazionale esperanto – elaborata specificamente per una comunicazione paritaria senza minacce per la varietà delle lingue.

Noi sosteniamo gli sforzi verso il pluralismo delle lingue, ma constatiamo che la politica attuale con undici lingue di lavoro, sebbene lodevolmente mirante alla parità dei vari idiomi, non è in grado di ottenere un uso delle lingue privo di discriminazioni. Praticamente sono alcune lingue a predominare nelle istituzioni europee, come pure nell’insegnamento delle lingue. L’uso di una lingua internazionale pianificata renderebbe possibile un’effettiva parità per tutte le lingue. In tal modo si otterrebbe veramente la salvaguardia della varietà delle lingue. Non sarebbe più necessario limitare lo studio delle limgue straniere ad alcuni idiomi predominanti, ma sarebbe possibile la libera scelta delle lingue da studiare, lingue di Paesi vicini oppure altre, sulla base di particolari specifici interessi.

Perciò, sebbene consci delle grandi difficoltà iniziali e della necessità di misure transitorie, noi consideriamo l’uso di una lingua internazionale pianificata come la sola maniera realistica per garantire la varietà delle lingue e delle culture.

Pertanto vogliamo richiamare l’attenzione sulla necessità:

– di effettuare esperimenti sotto rigoroso controllo scientifico sulle diverse possibilità di utilizzazione di una lingua internazionale pianificata (nelle scuole, nelle università, nelle istituzioni europee ecc.);

– di studiare seriamente i diversi contributi che una lingua internazionale pianificata potrebbe dare per alleggerire il problema delle lingue a breve, medio e lungo termine, con particolare attenzione ai risultati raggiunti dal movimento per l’esperanto;

– di istituire un gruppo di studio e di lavoro ad alto livello circa una Politica delle Lingue per un’Europa Multiculturale, per un serio esame del problema delle lingue.

Lascia un commento

0:00
0:00