UNA NUOVA ERA PER L’INFORMAZIONE GLOBALE

ROMA, 19 aprile 2007 (IPS) – Il nuovo progetto della rete televisiva araba Al Jazeera, che ha compiuto dieci anni, di aggiudicarsi una fetta del mercato occidentale lanciando un canale in lingua inglese ha innescato lo scorso novembre una battaglia globale con le altre reti televisive internazionali per raggiungere il grande pubblico. Gli esperti del settore vedono l’inizio di una nuova era per l’informazione e la comunicazione globale.

Malgrado i portavoce della BBC di Londra e della più giovane France 24 sostengano che l’ingresso nell’universo della televisione non sia dovuto alla competizione con il canale inglese di Al Jazeera, entrambi hanno annunciato o avviato questo mese una fase pilota di canali sul satellite in lingua araba.

”Ammetto che non è il momento migliore per lanciare il canale arabo della BBC”, ha dichiarato Daniel Jodd, responsabile BBC per la strategia, osservando che la guerra in Iraq ha generato nel mondo arabo una forte ostilità per gli inglesi, che potrebbe ostacolare il successo della nuova rete. Le trasmissioni partiranno dal mese di novembre.

Henri Pigeat, presidente del Centro di formazione per giornalisti con sede a Parigi, sostiene che la decisione di France 24 di lanciare un canale in lingua araba è parte del piano per consolidare quest’impresa tra pubblico e privato, realizzata meno di due anni fa. Finora, France 24 aveva trasmesso non-stop news in francese e da poco aveva aggiunto un canale 24 ore in inglese.

La creazione di France 24 era stata una risposta alla preoccupazione francese, pubblica e privata, per la mancanza di una rete globale che trasmettesse notizie e soprattutto analisi con una prospettiva francese. Questa mancanza venne particolarmente avvertita subito prima della guerra in Iraq, quando le dichiarazioni del Presidente Chirac contro l’invasione ebbero scarsa eco sulle reti di informazione, soprattutto su quelle americane.

Ad eccezione del servizio radiotelevisivo italiano RAI, che trasmette per due ore al giorno in lingua araba, nessuno dei principali canali internazionali ha programmi in arabo, mentre ovviamente i canali Usa e in misura minore i media giapponesi, russi, tedeschi, e spagnoli, trasmettono in lingua inglese.

Secondo Muhummad Mister, professore all’Università del Qatar, i progetti televisivi rivolti al mondo arabo devono tenere in considerazione i cambiamenti culturali avvenuti anche grazie ad Al Jazeera e Al Arabya, che, secondo i loro portavoce, raggiungono oltre 40 milioni di persone via satellite. Senza credibilità, le nuove reti non hanno futuro, come è stato il caso di Al Hurra, canale in lingua araba promosso dal governo Usa.

Il rispetto per la cultura locale e regionale è più importante delle tecnologie più avanzate o della potenza economica degli investitori, commenta Abdul Bari Atwan, capo editore di Al Quds Al Arabi, il quotidiano arabo pubblicato a Londra.

Tuttavia, anche Al Jazeera – la sola rete televisiva del Sud riuscita a penetrare nel Nord con una versione in inglese – deve affrontare sfide importanti. Dopo oltre dieci anni di vita, la compagnia con sede nel Qatar ha creato, oltre al suo servizio in inglese e in arabo, canali dedicati a sport, infanzia, economia e documentari, annunciando che alla fine di quest’anno lancerà un quotidiano in lingua araba per i paesi della regione e un servizio di informazione attraverso i telefoni cellulari, espandendo ulteriormente il suo impero mediatico.

Una delle caratteristiche di questa rete è che i suoi giornalisti vengono da diversi paesi arabi, non solo dal Qatar. Allo stesso modo, i principali giornalisti di Al Jazeera in lingua inglese, che trasmette da Doha, Londra, Washington, e Kuala Lumpur, sono inglesi e americani (tra loro, anche ex dipendenti di BBC, CNN ed ABC), oltre ad arabi che parlano inglese. Secondo uno dei principali commentatori, il giornalista Americano David Marash, i canali che competono con Al Jazeera “hanno l’80 per cento della loro copertura in Usa e nell’Europa occidentale. Al Jazeera in inglese, oltre a coprire queste regioni, estende la sua rete di cameraman, giornalisti, e produttori ad America Latina, Africa, Medio Oriente, e Sud Est asiatico. In breve, il nostro canale ha una predilezione per quello che viene comunemente chiamato Sud del mondo”.

Marash osserva che l’80 per cento del potenziale pubblico di Al Jazeera sono gli 88 milioni di utenti fuori dagli Usa che parlano inglese come seconda lingua; per catturare la loro attenzione, la rete offre informazione di alta qualità, ovvero, “il più elevato livello di trasparenza e precisione, oltre ad una migliore rappresentazione della realtà”.

Secondo Marash, il nuovo canale inglese di Al Jazeera comporterà un salto significativo di qualità, poiché, “che piaccia o no, l’inglese è la lingua della politica, dell’economia, e della filosofia nel mondo contemporaneo”.

La battaglia della TV internazionale si intensificherà sicuramente nei mesi e negli anni a venire, quando nuovi attori entreranno in scena e cambieranno i vecchi parametri dell’informazione nell’equilibrio tra Nord e Sud.

(*) Mario Lubetkin è direttore generale dell’agenzia di stampa IPS. (FINE/2007)
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