Europa e oltre

Una lista nera UE dei paradisi fiscali

Dieci Giorni Prima Del 7 Ottobre MBZ Aveva Informato Netanyahu Di Un’importante Offensiva Di Hamas

Entro la fine dell’anno l’Europa dovrebbe avere una definizione comune dei paradisi fiscali, creare una lista nera e punire chiunque faccia affari con loro. E’ questa una delle raccomandazioni chiave per la lotta contro la frode e l’evasione fiscale adottata a larga maggioranza (21 voti a favore, 1 contrario, 2 astensioni) dalla commissione affari economici e monetari del Parlamento europeo.

La proposta, redatta dall’eurodeputata S&D Mojca Kleva Kekuš, è parte di una tabella di marcia per lottare contro la frode e l’evasione fiscale. Questa costa agli Stati membri dell’UE mille miliardi all’anno, più di quattro volte la quantità di soldi spesa per l’educazione in tutta l’Europa. Questo gap fiscale allarmante costa a ogni cittadino europeo circa 2000 euro all’anno.

Il leader del Gruppo S&D Hannes Swoboda ha detto: “La frode e l’evasione fiscale sono una piaga, soprattutto in tempi in cui ogni euro conta per i governi e i cittadini dell’UE. Non è più accettabile che poche aziende e individui sfuggano alle tasse nascondendo le proprie fortune in paradisi fiscali o paghino un’aliquota minima sfruttando le scappatoie delle politiche fiscali europee. Sono lieto che la Presidenza irlandese abbia preso l’iniziativa per affrontare questo problema, esortando i governi UE ad agire senza ritardi in sette aree sulla frode e l’elusione fiscale. Tuttavia il Parlamento sta proponendo un piano più ambizioso con più di 30 iniziative”.

“Se questo problema fosse affrontato adeguatamente a livello europeo e internazionale siamo pienamente convinti che potremmo ottenere molti più investimenti per promuovere la crescita e creare posti di lavoro. Per questo è così importante questa relazione. Si esortano i governi dell’UE a dimezzare il gap fiscale entro il 2020, dandogli una tabella di marcia per realizzare questo impegno senza più scuse per non agire. Tutti i Paesi, inclusa l’Austria, dovrebbero istituire uno scambio automatico di informazioni su un’ampia gamma di dati tra autorità fiscali, e dovrebbero togliere il segreto bancario. E’ tempo di chiudere le scappatoie per gli imbroglioni e gli evasori fiscali”.

La relazione definisce un piano d’azione per combattere la frode, l’elusione fiscale e i paradisi fiscali. Le principali misure pratiche sono:

Paradisi fiscali

La Commissione dovrebbe adottare una definizione chiara e una serie comune di criteri per identificare i paradisi fiscali. La relazione propone una definizione dettagliata basata sulla definizione esistente dell’OCSE e del Codice di Condotta UE del 1997 per la tassazione alle imprese.
La Commissione dovrebbe compilare una lista nera pubblica dell’UE dei paradisi fiscali entro il 31 dicembre 2014.
Le giurisdizioni nella lista nera dovrebbero essere soggette ad una serie di sanzioni concordate. Tra queste ci dovrebbe essere la sospensione/fine delle convenzioni esistenti sulla doppia tassazione, il divieto di accesso agli appalti pubblici dell’UE per beni e servizi e il divieto di aiuti di Stato alle aziende basate nelle giurisdizioni nella lista nera, la revoca delle licenze bancarie per le istituzioni finanziarie europee che mantengono filiali e continuano ad operare nelle giurisdizioni nella lista nera e l’abolizione delle esenzioni dalla tassazione alla fonte per gli individui che sono non-residenti per fini fiscali nelle giurisdizioni nella lista nera.
Frodi fiscali

Le autorità finanziarie dovrebbero sospendere o revocare le licenze bancarie delle istituzioni finanziarie e dei consulenti finanziari se assistono nelle frodi fiscali.
La Direttiva contro il Riciclaggio di Denaro dovrebbe essere applicata rapidamente, insieme all’obbligo di creare dei registri nazionali pubblicamente disponibili dei beneficiari della proprietà di aziende, trust, fondazioni o altre simili strutture giuridiche.
Il Consiglio dovrebbe rapidamente adottare e applicare la direttiva sulla Base Imponibile Comune Consolidata (CCCTB – l’unica serie di regole per le aziende che operano all’interno dell’UE da utilizzare per calcolare i loro profitti tassabili).
Elusione fiscale

La Direttiva Risparmi dovrebbe essere applicata urgentemente per porre fine al segreto bancario.
La Commissione dovrebbe introdurre dei requisiti di comunicazione delle informazioni Paese per Paese per tutte le aziende transfrontaliere in tutti i settori. Con questo sistema le multinazionali sarebbero obbligate a dividere le loro informazioni in base al Paese – inclusi tutti i paradisi fiscali – e pubblicare un’unica semplice cifra per l’ammontare di tasse pagate in ogni Stato membro in cui cui operano. Chiudere le scappatoie e fermare le pratiche di pianificazione fiscale aggressiva delle multinazionali è cruciale per garantire l’equità dei nostri sistemi di tassazione, in cui tutti devono pagare la loro giusta parte.

Da: http://www.euprogress.it/2013/04/una-li … si-fiscali 29/04/2013

0:00
0:00