Sono ripresi i lavori del Consiglio Europeo ai quali non partecipa il premier Mario Monti, tornato in Italia per partecipare all'insediamento delle camere. I capi di stato e di governo dedicheranno questa seconda giornata alle relazioni con la Russia, ma la Francia e la Gran Bretagna tenteranno anche di convincere i loro colleghi della necessità di togliere l'embargo per fornire le armi ai ribelli siriani. Sul tappeto resta anche la preoccupazione per la situazione in Ungheria. Ieri il presidente del parlamento europeo Martin Schulz aveva indicato come "opportuno" che i leader europei affrontassero il tema col premier Viktor Orban.
La frattura ideologica crescita-austerità resta, ma un'apertura, pur piccola, ad una crescita più rapida e un po' meno austera c'é: "Sappiamo che il risanamento richiede tempo per dare frutti, abbassare gli spread non aiuta le persone che hanno bisogno, quindi ci servono riforme urgenti e guardiamo al di là degli obiettivi di bilancio nominali", ha detto il presidente Ue Herman Van Rompuy al termine del vertice europeo che lascia tutti soddisfatti perché, come lo stesso Van Rompuy ha detto citando il noto bestseller erotico, in fondo crescita e austerità non sono che diverse "sfumature di grigio". Mario Monti, al suo ultimo Consiglio, ottiene quello che vuole: una 'flessibilita'' o 'golden rule' che consenta di poter ricominciare a spendere denaro pubblico quando ci si trova nella forbice tra il pareggio e il 3% di deficit. Con una lettera ai colleghi Monti ha spiegato che l'Italia "dovrebbe oggi poter utilizzare ogni possibile ulteriore margine" previsto dal patto di stabilità "per attuare immediatamente un piano di sostegno alla creazione di posti di lavoro".
E non solo le conclusioni del summit accolgono la richiesta italiana, ma il presidente della Commissione José Barroso, spiega Monti, "ha riconosciuto che non ci sono contraddizioni" tra le richieste dell'Italia e la disciplina di bilancio del Patto di stabilità e crescita. Anche il presidente francese Francois Hollande è soddisfatto, e chiede di "accelerare la messa in opera del patto per la crescita creando il più rapidamente possibile le condizioni per investire 120 miliardi di euro". Per il presidente è una delle tre strade da seguire per rendere la disciplina di bilancio "compatibile" con prospettive di crescita. Anche il premier spagnolo Mariano Rajoy si allinea a Francia e Italia dicendosi sulla linea di Monti per quanto riguarda gli investimenti. La cancelliera tedesca Angela Merkel, paladina del rigore, ci tiene invece a non creare equivoci, e sottolinea che crescere si può, anche a queste condizioni e con questa politica economica: "Il consolidamento non è in contraddizione ma deve essere visto come interdipendente con la crescita", in quanto "tutto questo deve essere visto in un unico contesto per rilanciare occupazione e crescita, e non come un elemento contro l'altro". Ma è Monti a spiegare ai Paesi nordici che ora servono "margini di flessibilità" per ricompensare i Paesi virtuosi, cioé quelli che hanno fatto già i compiti. Ovviamente tali margini "non significano spazi sconfinati e creativi", ma aiutano senza dubbio a dare un po' di sollievo. Il vertice insomma non risolve il dilemma crescita-austerità, ma lascia intendere che qualcosa in Europa si muove, forse anche grazie al 'caso Italia' illustrato da Monti ai colleghi, per dimostrare cosa succede ai governi che applicano una rigida austerity. "Monti non ha avuto il tempo di raccoglierne i frutti", dice la Merkel, ma in Europa non ne sono tutti convinti.
"Quando noi vendiamo i titoli a 4,90 e la Germania a 0,6 la situazione non sta in piedi e anche il vertice ha registrato i problemi senza dare la soluzione politica". Pier Luigi Bersani, a margine della prima seduta della Camera, esprime preoccupazione per la capacità dell'Europa di affrontare la crisi dell'economia reale.
Da: ansa.it 15/03/2013












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