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Turco, segretario dei Radicali, contro il Pd

Turco, segretario dei Radicali, contro il Pd

«La sinistra ha sempre aderito alla spartizione della Rai»

«Quando nel 1992 noi Radicali, con Marco Pannella, marciavamo contro le mafie televisive, a Roma, la sinistra si spartiva la Rai. Quel giorno, era il 17 ottobre, l’unico esponente politico che scese in strada con noi, dalla stazione Termini a viale Mazzini, fu Teodoro Buontempo del Msi». A Maurizio Turco, già parlamentare, attuale segretario del Partito radicale, non è andato giù il sit in organizzato sotto la sede della tv di Stato dal Pd e dai suoi alleati di centrosinistra per protestare contro “TeleMeloni”.
Non le piaciuta la manifestazione di giovedì, dunque.
«Fuori i partiti dalla Rai noi radicali lo diciamo, praticamente in solitudine, dagli anni `70. Due giorni fa, hanno manifestato quelli che ogni giorno stanno in tv nei “pastoni” dei tg. E il teatro dell’assurdo».
Eppure per Elly Schlein, segretaria del Pd, il «pluralismo» è in pericolo e il «servizio pubblico svilito».
«Questo che oggi loro contestano, è il loro sistema. Perché è una legge del Pd, approvata del dicembre 2015, che permette al governo di mettere mano alla governance. Di cosa si lamentano?».
Già: di cosa, secondo lei?
«Il problema è il potere. Secondo il Pd, la maggioranza lo sta spartendo male. Del resto non c’è nessuna accusa di illegalità: quanto sta accadendo, proprio in base alla legge che ricordavo prima, è legittimo. Il punto, semmai, è un altro».
E quale?
«Il Pd, e prima i Ds e prima ancora il Pds, ha partecipato storicamente alla spartizione del potere radiotelevisivo. A mettere il bavaglio a noi Radicali, a Marco Pannella, erano loro. Antonello Falomi, a cavallo del 2000 la maggiore personalità dell`Ulivo in Vigilianza Rai, diceva che non eravamo notiziabili. Siamo stati vittime, come riconosciuto correttamente da Francesco Storace nel 1998, di un autentico genocidio politico-culturale. La Corte europea dei diritti dell`uomo nel 2021 ha condannato l`Italia per aver censurato la lista Pannella».
Torniamo alla manifestazione di giovedì scorso: che ne pensa di quell’accusa al centrodestra di aver emesso un “editto ungherese” contro il Pd?
«Ci rendiamo conto che quelli che hanno manifestato sotto il cavallo della Rai, col megafono in mano, sono gli stessi che poi sono passati sui tg a dire che avevano appena manifestato?».
Tra i partecipanti al sit in c’erano anche i parlamentari di +Europa. Cosa ha pensato quando li ha visti?
«Forse in passato molti di loro hanno condiviso le nostre posizioni. Ora, come dimostra la presenza a questa manifestazione, non più. Del resto, se ne erano andati e hanno deciso, legittimamente, di percorrere un’altra strada. L’importante è non confondere le storie».
Qual è la vostra ricetta per la Rai?
«Il servizio pubblico dovrebbe essere oggetto di un bando. Sul modello di quanto accade per Radio radicale. E non è detto che a erogare il servizio debba essere solo un’emittente».

Tommaso Montesano | Libero Quotidiano | 10.02.2024

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