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L’interprete Traduzione sbagliata

C’è un arabo classico ma i dialetti sono diversi
Rimon Kundari, siriano, vive a Cremona e a più riprese ha lavorato come traduttore dall’arabo per la magistratura. E’ basilare che il traduttore sia della stessa nazionalità della persona di cui si devono ascoltare e trascrivere le conversazioni. Questo perché esiste un arabo classico, scolastico, ma le varie etnie parlano i loro dialetti, che possono essere simili o del tutto diversi: capita così che un algerino possa comprendere un marocchino più di quanto non riesca a un siriano. Forse il primo traduttore, quello che ha sbagliato l’interpretazione della frase, non era marocchino e ha tradotto quello che ha creduto di capire, rivelando una competenza linguistica a livello medio basso. Trovo strano anche che della stessa frase vengano date quattro versioni simili ma non del tutto coincidenti. Un conto è dire perché un telefono non risponde e un conto è chiedersi perché la linea non passa. Anche se nella sostanza la conclusione è la stessa. Mi sarei aspettato che almeno due traduzioni su quattro coincidessero perfettamente".
(Da La Nazione, 8/12/2010).

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