Dal Corriere della sera del 09-10-2006 una notizia di Ian Buruma:
“Rita Verdonk, il ministro olandese per l'integrazione e l'immigrazione ha emanato di recente alcune proposte bizzarre.
Non solo vorrebbe bandire il burqua islamico da tutti i luoghi pubblici, ma ha suggerito che i cittadini olandesi debbano esprimarsi in pubblico esclusivamente in olandese.”
Di questo argomento si era gia interessato il quotidiano online PeaceReporter il quotidiano della pace
Olanda – 27.12.2005Obbligatorio integrarsi L'Olanda impone agli immigrati test di lingua e cultura. E vuole vietare il burqa ![]()
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L’ulteriore giro di vite, l’ultima di una serie di misure rivolte a rendere più difficile l’immigrazione in Olanda, è arrivato un attimo prima che il Parlamento olandese chiudesse per le feste. “Olandesizzare” i nuovi arrivati, specialmente quelli appartenenti a culture considerate estranee a quella occidentale, è la nuova parola d’ordine: dal prossimo anno, infatti, chi vorrà emigrare nei Paesi Bassi dovrà prima superare un test di lingua e cultura olandese che richiederà almeno 250-300 ore di studio, e soprattutto pagarsi di tasca propria il costo della prova: 350 euro. Il test verrà svolto nel consolato olandese del Paese di appartenenza e solo dopo, in caso di superamento dell’esame, l’aspirante immigrato potrà ricevere il permesso di soggiorno dal ministero.
Per molti, ma non per tutti. Il provvedimento era nell’aria da mesi, e vuole arginare in particolare il fenomeno delle “spose d’importazione”: quelle donne che vengono maritate con la promessa di una migliore vita in un Paese ricco, ma che spesso finiscono per essere sfruttate e completamente avulse dalla loro società di adozione. Non è un caso che gli immigrati dei Paesi più sviluppati (dall’Unione Europea agli Usa, ma anche Australia, Canada, Nuova Zelanda, Svizzera, Norvegia, Islanda e Giappone), generalmente ascrivibili alla cultura “occidentale”, saranno esentati dal test. Il governo olandese non fornirà i libri su cui studiare, limitandosi a distribuire test di prova e materiale introduttivo, come una videocassetta che spieghi a grandi linee lo stile di vita olandese. Si prevede che ogni anno 14mila immigrati, provenienti principalmente da Turchia, Marocco e dall’ex colonia olandese Suriname, si sottoporranno all’esame. “Dato che l’integrazione nella società olandese è un processo lungo, è importante che i nuovi arrivati abbiano una conoscenza base della nostra lingua e della nostra società prima di venire qui”, ha detto il ministro della Giustizia.
No al burqa. Oltre a dare sì definitivo a questa novità, il Parlamento dell’Aia ha chiesto anche di mettere al bando nei Paesi Bassi il burqa, l’indumento usato da molte donne musulmane (specialmente in Afghanistan) che copre il corpo dalla testa ai piedi, volto compreso. La proposta è venuta da Geert Wilders, un deputato indipendente, ed è stata votata da due partiti della coalizione di governo di centro-destra, nonché dalla Lista Pym Fortuyn, fondata dall’eccentrico candidato premier assassinato nel maggio 2002. “E’ un insulto per chiunque creda nell’uguaglianza dei diritti vedere delle donne che camminano per strada in modo da non essere riconosciute”, ha detto Wilders. Ma non mancano gli scettici, anche perché le donne che indossano il burqa in Olanda sono davvero poche. Il divieto, insomma, avrebbe un valore più simbolico che altro. “Stiamo parlando probabilmente di meno di 100 donne su 16 milioni di abitanti. E se si comincia con il burqa, come si finirà?”, si chiede Famile Arslan, una giovane avvocatessa di origine turca.
I dubbi sulla costituzionalità. Prendendo atto della volontà del Parlamento, il ministro dell’Immigrazione, la signora Rita Verdonk, ha promesso di indagare sulla fattibilità della legge e presenterà le sue conclusioni a fine gennaio. Se venisse introdotta la nuova misura, l’Olanda sarebbe il primo Paese europeo a vietare il burqa. La Verdonk, che considera il burqa un simbolo della repressione femminile (“Le donne non dovrebbero vergognarsi del proprio aspetto”, ha detto), teme però che la messa al bando sarebbe illegale. La costituzione olandese garantisce la libertà di religione, ma la possibilità di vietare il burqa rimane: il secondo comma dell’articolo 6 prevede infatti che questa libertà possa venir limitata “per tutelare la salute pubblica, il traffico o per impedire disordini”. I cristiano-democratici, il più grosso dei partiti al governo, vorrebbero procedere senza aspettare le conclusioni del ministro. Più che dai diritti delle donne, sono mossi da preoccupazioni riguardanti la sicurezza. “Abbiamo votato la mozione per dire chiaramente al governo che i volti delle persone dovrebbero essere visibili in pubblico, che si tratti di un b urqa, di un casco o di un passamontagna. La gente normale non va in giro con la faccia coperta”, ha detto il deputato Wim van der Camp.
TOLLERANZA ALL’OLANDESE
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