Europa e oltre

Tobin Tax: Ue, per gli ’11’ strada in salita su regole comuni

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Bruxelles. Nelle discussioni tecniche avviate ormai da diverse settimane, sono state messe in luce diversi punti importanti che molti Stati chiedono di sottoporre a una attenta verifica. La questione piu' spinosa, indicano fonti Ue, e' attualmente quella relativa alle transazioni sui titoli del debito pubblico nel mercato secondario. In un documento tecnico si afferma esplicitamente che 'la valutazione di impatto della Commissione europea non e' completamente chiara sul modo in cui la tassa sui bond sovrani interagisce sul costo del debito e se il livello complessivo dell'effetto negativo del costo del debito negli 11 paesi potrebbe essere controbilanciato dal reddito derivante dall'imposizione'

Gli 11 Stati sono, oltre all'Italia, Belgio, Germania, Estonia, Grecia, Spagna, Francia, Austria, Portogallo, Slovenia e Slovacchia. Nel documento vengono passati in rassegna i dubbi espressi nelle riunioni tecniche, in particolare sul fatto che, secondo quanto indicato dalla Commissione, per ogni euro potenzialmente speso in termini di tassi di interesse aumentati uno Stato ne riceverebbe piu' di tre sottoforma di entrate piu' elevate' (dalla Tobin Tax). Altro punto 'caldo' il coinvolgimento delle operazioni pronti contro termine sul mercato del debito sovrano (due terzi delle operazioni 'repo' sui bond sovrani hanno una scadenza inferiore a 3 giorni). Come gia' indicato nei giorni scorsi da Il Sole 24 Ore Radiocor, il documento tecnico segnala come la tassa 'comportera' un costo addizionale che non e' sostenibile per i partecipanti al mercato, per esempio le imprese e gli Stati membri che devono gestire la liquidita' in un contesto sicuro'. Si parla addirittura di 'estinzione' del mercato che avrebbe effetti negativi sul mercato sovrano con il risultato di far aumentare i costi del debito pubblico, creerebbe 'seri problemi di gestione del rischio'. E anche le banche avrebbero problemi di gestione della liquidita' marginale. 'La tassa uniforme di 0,1% proposta dalla Commissione europea puo' creare un peso inappropriato sulle operazioni 'repo' sui bond a breve termine rispetto ai bond a lungo termine' creando problemi alle operazioni di rifinanziamento delle istituzioni finanziarie, sul costo del debito, incluso quello sovrano, e in generale sulla parte del settore di gestione degli asset focalizzato sulle scadenze a breve.

da http://www.borsaitaliana.it del 24/04/2013

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