Strano editto in casa McLaren: VIETATO AD ALONSO PARLARE IN ITALIANO


Dal Corriere della Sera di Mercoledi 24 gennaio 2007, SPORT – pag.53

IL CASO / Strano editto in casa McLaren.
Vietato ad Alonso parlare in italiano.

Il Campione della F1 conosce benissimo la nostra lingua,
ma potrà usare nelle interviste solo inglese e spagnolo.

MILANO- Fernando Alonso è un ragazzo sveglio, forte, intelliggente. Ha fatto di tutto e di più per guadagnarsi sul campo un eredità tosta. Ha cambiato squadra, colori, insegne. E ha subito corretto vecchie abitudini. Quella di parlare in italiano, per cominciare, lingua che Re Nando I conosce come la propria, molto meglio di qualunque altra. Da quest’anno parlerà solo in spagnolo e inglese.
Così, a chi gli porrà questioni in italiano, invece di rispondere con facilità, dovrà tradurre mentalmente e poi obbligare chi chiede a tradurre di nuovo. Questo stà nell’editto affisso dalla McLaren, una famiglia che da anni si fa notare per una certa rigidità di movimento, per una pronunciata tendenza a stabilire regole vittoriane, inamidate dal rigore germanico griffato Mercedes. Non a caso il nuovo, potente sponsor telefonico, molto interessato anche al mercato italiano, proveniente da anni di permanenza in Emilia, da prolungati brindisi al lambrusco, ha messo in chiaro il proponimento primo: basta musi lunghi per favore. Si, “at salut”, come dicono a Maranello. La presentazione della nuova McLaren è avvenuta a Valenzia, in pompa magna, con l’allegria del Cirque du Solei, e mentre Ron Dennis, il boss, cercava di produrre lo sforzo necessario per ridurre le dimensioni della sua piva cronica, Re NandoI chiacchierava in inglese con gli invitati italiani, leggermente spiazzati dalla circostanza dopo anni di congiuntivi inanellati del campione in divisa Renault. Fernando Alonso ha 26 anni, due titoli mondiali, un conto in banca buono per ridere sino al secolo prossimo, parenti compresi, un Paese che lo ama, una folla enorme che lo stima.
Cosa vuoi di più dalla vita? Promettiamo di inviare bottiglioni del celebre amaro, di non disturbare nei momenti supremi ma per favore, basta così. Con il muso, appunto, che non è solo un espressione facciale ma uno stato d’animo. Tra i campioni del mondo più recenti Alonso è quello che meno si concede, che meno tollera l’altrui curiosità, che meno ricorda il ragazzino estroverso e fresco che era. E adesso, approdato in una squadra che ha fatto della comunicazione un allergia, Alonso si allinea soddisfatto. Poi, in formula 1, c’è sempre qualcuno che si stupisce misurando la popolarità dei motociclisti, quei cialtroni. Tutta la gente consapevole di guadagnare meglio causa sfruttamento mediatico del loro lavoro. Tutta gente che, stupidamente, ride anche quando non c’è niente da ridere, Oh mamma! Anzi, oh mother! Giorgio Terruzzi

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