STOP A TRAFILE PER DOCUMENTI PUBBLICI: LA COMMISSIONE UE DÀ UN TAGLIO ALLA BUROCRAZIA NEGLI STATI MEMBRI
BRUXELLES aise – La Commissione europea propone oggi di ridurre drasticamente la burocrazia per cittadini e imprese, sopprimendo le formalità burocratiche attualmente necessarie per ottenere il riconoscimento in un altro Stato membro dell'autenticità di documenti pubblici, ad esempio il certificato di nascita.
Attualmente, i cittadini che si trasferiscono in un altro Stato membro sono costretti ad impiegare molto tempo e denaro per dimostrare l'autenticità dei documenti pubblici (quali il certificato di nascita o di matrimonio) rilasciati dallo Stato membro d'origine.
Questo avviene attraverso la cosiddetta "postilla", con cui le autorità pubbliche in altri Stati attestano l'autenticità di documenti pubblici o delle firme apposte da funzionari pubblici.
Anche le imprese che operano a livello transfrontaliero nel mercato unico dell'UE ne sono vittime, ad esempio quando viene loro richiesto di presentare una serie di documenti certificati per comprovare la loro forma giuridica.
Tali adempimenti appartengono a un'epoca in cui i Paesi giudicavano un documento affidabile solo se proveniente dal ministero degli esteri di un altro Paese. Tuttavia, così come riconosciamo le sentenze emesse dai giudici nazionali, dovremmo poter riconoscere i certificati di nascita rilasciati dagli uffici anagrafici di uno Stato membro senza la necessità di una conferma da parte del ministero degli Esteri, del ministero della Giustizia o di altre sue autorità. Oggi la Commissione europea propone quindi di abbandonare la "postilla" e altri complicati adempimenti amministrativi per la certificazione dei documenti pubblici di cui devono farsi carico coloro che risiedono e lavorano in altri Stati membri.
"Ogni volta che si attraversa una frontiera non è necessario chiedere che il ministero degli Esteri confermi che il documento che si mostra è davvero un passaporto: perché si dovrebbe essere obbligati a farlo per un certificato di nascita?", ha dichiarato la Vice-presidente Viviane Reding, Commissaria Ue per la Giustizia. "Quando ci si trasferisce all'estero, dover passare attraverso queste formalità costose per stabilire che un certificato di nascita è davvero tale o semplicemente riuscire ad utilizzare l'atto costitutivo di una società si trasforma in un incubo burocratico. Ho ascoltato innumerevoli testimonianze dei disagi che comporta il dover soddisfare a questi incomprensibili adempimenti. Oggi la Commissione interviene per semplificare la vita dei cittadini e delle imprese che esercitano il loro diritto alla libera circolazione nell'UE".
Secondo le proposte adottate oggi dalla Commissione, cittadini e imprese non dovranno più fornire costose versioni "legalizzate" o traduzioni "certificate" di documenti ufficiali, ad esempio quando si registra un'immobile o una società, ci si sposa o si richiede il rilascio di una carta di soggiorno.
Dodici categorie di documenti pubblici1 saranno automaticamente esentate da formalità quali la "postilla" e la "legalizzazione" attualmente richieste per circa 1,4 milioni di documenti ogni anno nell'UE. L'abolizione di questi adempimenti farà risparmiare a cittadini e imprese dell'UE fino a 330 milioni di euro, senza contare il risparmio in termini di tempo e disagi.
Le nuove regole, tuttavia, non avranno alcun'incidenza sul riconoscimento del contenuto o degli effetti dei documenti in questione, contribuendo soltanto a provare l'autenticità del documento pubblico, ad esempio se una firma è autentica o quale sia la qualifica del pubblico ufficiale firmatario. L'accettazione dovrà essere reciproca tra gli Stati membri senza ulteriori obblighi di certificazione.
La Commissione propone inoltre un ulteriore strumento di semplificazione: formulari standard multilingue facoltativi, in tutte le lingue ufficiali dell'Unione europea, che i cittadini e le imprese possono richiedere al posto e alle stesse condizioni dei documenti pubblici nazionali relativi a nascita, decesso, matrimonio, unione registrata, forma giuridica e rappresentanza di una società o altra impresa. Ciò che rende particolarmente interessante questa opzione è che contribuisce a realizzare risparmi sui costi di traduzione della quale cittadini e imprese non dovranno più preoccuparsi.
La proposta prevede inoltre garanzie contro la frode. Se un'autorità nazionale ha fondati motivi di dubitare dell'autenticità di un particolare documento, gli Stati membri saranno in grado di verificarla presso le autorità che lo hanno rilasciato attraverso l'attuale sistema d'informazione del mercato interno (IMI). (aise)
Aise, 24 Aprile 2013
http://www.aise.it/index.php?option=com … Itemid=185









