Politica e lingue

Squisitezza diplomatica

Fascisti Ospiti D’onore Della Parata Del 14 Luglio

L’accoglienza

Il discorso tradotto anche in latino

«Sua Sanctitas, Adventum tuum et totius delegationis tuae Jordaniae multo celebro…». Un benvenuto regale, e un atto di gentilezza mai visto. Non che re Abdallah abbia parlato in latino davanti a Benedetto XVI: il Pontefice e il sovrano si sono salutati nella più recente lingua comune, l’inglese. E tuttavia nel libretto con il benvenuto di sua maestà al Papa la casa reale ha pensato di aggiungere quella che è tuttora la lingua ufficiale della Chiesa cattolica, quella che fa fede anche nei testi del Papa. Le parole del sovrano, nell’ordine, sono riportate in inglese, italiano, latino e arabo. Con la lingua di Cicerone a dare una solennità-ancora maggiore a frasi di per sé impegnative.

Come la preoccupazione per Gerusalemme: «Specialiter Hierosolyma causa praeoccupationis nostrae est». O la salvaguardia della Città Santa come luogo di culto per tutti: «Opus est ista sancta loca deffendere…». Certo, ci sono parole come «muslimibus» e magari Cesare o Tacito avrebbero qualche obiezione sullo stile, ma non importa. Conta il gesto. Che ha sorpreso anche Padre Federico Lombardi: «E la prima volta che lo vedo, mi sembra un gesto molto fine e colto», sorride il portavoce vaticano. «Mi farò dare un libretto per ricordo…».

(Dal Corriere della Sera, 9/5/2009).

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