SOTTO AL DRONE NIENTE
Oggi arriva il gran discorso di Obama sulla sicurezza nazionale. I blitz degli aerei senza pilota sono l`unica faccia della politica estera, "ed è brutta", dice un esperto. Ma non ci sono alternative
Di Mattia Ferraresi
Nel gran discorso di oggi alla National Defense University di Washington Barack Obama proverà a tracciare il perimetro legale nel quale si muove la sua guerra al terrore, una linea diventata indistinguibile nella "fog of war" del premio Nobel per la Pace. Le questioni infiammate riguardano il carcere speciale di Guantanamo, che il presidente ha promesso, una volta ancora, di chiudere, e i bombardamenti mirati con i droni, che sotto l`egida di Obama sono cresciuti a dismisura in termini di quantità e raggio d`azione. Il massiccio sciopero della fame di un centinaio di detenuti ha messo nuovamente sotto pressione il presidente che ha dedicato il suo primo ordine esecutivo alla chiusura di Guantanamo e poi si è lentamente ritirato di fronte all`impossibilità materiale di appianare quel fazzoletto di eccezionalità extraterritoriale creato da Bush per rispondere alla minaccia eccezionale del terrorismo. La chiusura dell`ufficio che si occupava del dossier ha formalizzato il fallimento di un tentativo che ora Obama è politicamente costretto a rivitalizzare. Come tutti i presidenti di secondo mandato, Obama guarda con un occhio gli affari correnti, con l`altro scruta l`orizzonte della storia e cerca le formule giuste per propiziare una legacy gloriosa. In questa seconda prospettiva Guantanamo gioca un ruolo minore. Diventerà un imperituro eroe liberal se sarà in grado di chiuderlo con un colpo di coda e sarà accusato di non averci messo abbastanza convinzione se non ci riuscirà, ma in fin dei conti l`epopea del carcere speciale afferisce principalmente alla saga di Bush e Obama può rivendersi come un accidentale erede di quella vicenda. Per i droni non è così. Il presidente ha allargato a dismisura il programma di bombardamenti mirati in Pakistan, Yemen e Somalia, ha impiantato basi segrete, ha creato il "Disposition Matrix", mastodontico database con le informazioni dei nemici da individuare ed eliminare, a qualunque latitudine si trovino, ha riorientato l`apparato della sicurezza nazionale verso questa guerra telecomandata che nell`era Bush ha vissuto soltanto la sua infanzia. Obama l`ha portata alla maturità e l`ha affidata ai precettori della Cia per nascondere le giustificazioni legali, contenere le rimostranze diplomatiche, ridurre al minimo le controversie per assassinii mirati ordinati a porte chiuse. Il drone è uno strumento irrinunciabile che nel tempo è diventato insostenibile. Troppe richieste di spiegazioni, troppe inchieste dell`Onu, troppa agitazione internazionale e popolare, troppa opacità sui criteri con cui la Casa Bianca seleziona gli obiettivi e impartisce gli ordini letali. L`uso (e l`abuso) dei droni è stato anche criticato da uomini della sicurezza nazionale che non vengono invitati a fare testimonanze alle marce per la pace, dal generale Stanley McChrystal all`ex direttore della Cia, Michael Hayden. Per Obama non vale la regola dell`ex avvocato dell`esercito israeliano, Daniel Reisner: "Se fai una cosa illegale abbastanza a lungo, il mondo finirà per accettarla". Le briciole di giustificazioni legali che il presidente ha fatto cadere dal tavolo hanno aumentato, invece che placare, la fame di dettagli degli osservatori di una pratica che, come dice Micah Zenko del Council on Foreign Relations, "è la faccia della politica estera americana, ed è una brutta faccia". Per questo nel discorso sullo stato dell`unione Obama ha promesso che le operazioni di "targeting" sarebbero diventate più trasparenti. Il discorso di oggi serve ad abbozzare i dettagli di questo percorso e sullo sfondo si staglia quella che appare sulle prime come una mano tesa ai critici: il numero degli attacchi con i droni nel 2013 segnala una netta diminuzione rispetto agli anni passati. Bruce Riedel, ex funzionario della Cia, dice che è un tentativo di ricucire i rapporti con il Pakistan mutilati dall`intensa campagna di bombardamenti, altri sostengono che è soltanto un fatto aritmetico: a forza di strike sono rimasti pochi terroristi su piazza e gli attacchi si sono diradati. In realtà, il problema è diventato politicamente insostenibile per Obama molto prima della frenata militare, ma il presidente non aveva mezzi altrettanto efficaci per combattere il terrorismo. E non ne ha ancora oggi, nel giorno del discorso che promette di portare alla luce del sole ciò che finora è rimasto in ombra. Sotto al drone non c`è niente. La tensione fra l`insostenibilità e l`irrinunciabilità l`ha spiegata Harold Koh, ex consigliere legale del dipartimento di stato e figura centrale nel team degli avvocati che ha costruito la struttura legale che sostiene l`uso dei droni. In un discorso all`Università di Oxford ha raccontato che spesso si sente rivolgere una domanda: "Come puoi criticare la tortura da avvocato dei diritti umani e allo stesso tempo difendere la legalità dei droni per conto del governo?" Risposta "triste ma semplice": "La tortura ordinata da uno stato è sempre illegale. Mentre uccidere i nemici di guerra, per quanto sia da sempre terribile, può essere legale se segui le leggi di guerra". Per questo Koh suggerisce a Obama di esplicitare il rapporto fra le leggi di guerra e i droni, di rendere se non altro pubblicamente sostenibile una prassi irrinunciabile. Il che, dice, avrà l`effetto positivo, nel lungo periodo, di non creare uno standard di illegalità che potrà essere imitato da qualunque paese riesca a dotarsi di droni armati. In questo senso va anche il passaggio di consegne, per ora silenzioso, del programma di bombardamenti dalla Cia al Pentagono, una metamorfosi dalla clandestinità che non necessita di approvazioni da parte del Congresso né di spiegazioni pubbliche, alla trasparenza "controllata" dell`ordinamento militare. Obama non ha alternative ai droni e dopo tanti "targeted killings" densi di effetti politici indesiderati può soltanto tentare di renderli accettabili.
Da Il Foglio, 23/05/2013










