SERRA SI RIBELLA: NON SONO ANGLOFOBO NE’ ANGLOFILO, MA 3 RETI PUBBLICHE ITALIANE SU 3 DEDICATE A WILLIAM E KATE NON E’, TECNICAMENTE, TOTALITARISMO?

La Repubblica, pag. 34:

MICHELE SERRA

Si capisce che per i sudditi del Regno Unito (lo spiegava benissimo un paio di giorni fa su questo giornale Timothy Garton Ash) il matrimonio reale del rampollo Guglielmo e della sua bella impalmata sia un grande evento identitario. Meno si capisce perché un italiano qualunque (me, per esempio), né anglofilo né anglofobo, ma comunque non sottoposto alla sovranità dei reali inglesi, guidando la sua auto ieri mattina trale 11.30 e le 12 si ritrovi costretto a questo inaudito zapping: Radiouno, cronaca delRoyal Wedding; Radiodue, cicaleccio sulRoyal Wedding; Radiotre, approfondimento colto sul Royal Wedding. Non c`era scampo. Non una via di fuga. Non una sola onda hertziana di requie. Tre reti pubbliche italiane su tre dedicate a William e Kate: non è, tecnicamente, totalitarismo? Ovunque disgressioni e ciance sui cappellini, sul colore delle auto al seguito, sulle messe in piega delle adorabili vecchie befane che sortiscono, in occasioni consimili, dai bauli della storia, sui cavalli, le uniformi, gli arredi, gli anelli, i drappeggi, i rinfreschi, le beghe dinastiche, il gossip di corte, i valletti, i preti anglicani, gli invitati, i non invitati… Non ho niente contro chi ama il genere. Ne riconosco la fascinosa futilità. Ma insomma, e per cortesia, che qualcuno provveda anche a quei poveretti che vorrebbero occuparsi d`altro.

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