Sentenza Ue: Questa è la politica che paga, no al collaborazionismo.

[fimg=left]https://era.ong/4/giorgio_pagano.png[/fimg] Sentenza Ue, Giorgio Pagano: “Questa è la politica che paga, no al collaborazionismo.

“L’annullamento del bando, da parte del Tribunale Ue, pubblicato in tre sole lingue su ricorso dell’Italia dimostra qual è la politica linguistica che paga, contrapposta alle lamentele collaborazioniste fine a se stesse che hanno portato alla cooperazione rafforzata per il brevetto unico”. Lo dichiara Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto.
“Non c’è ragione perché uno dei grandi Paesi membri e fondatori dell’Unione Europea non chieda il rispetto verso la propria lingua e la propria cultura, che infatti gli viene garantito quando si decide a far valere il diritto alla democrazia linguistica”, continua Pagano.
“Naturalmente, bisogna pur prendere atto che non si può comunicare in 23 lingue diverse: il governo italiano si faccia dunque promotore della soluzione bipartisan esperantista che ponga fine alle discriminazioni linguistiche e smetta ogni sottomissione all’inglese come se l’Italia fosse una colonia anglo-americana”, conclude Pagano.

Roma, 4 febbraio 2011

1 commento

  • Italian Network

    LINGUA ITALIANA NEL MONDO – EUROPA – PAGANO (ASSOCIAZIONE RADICALI ESPERANTO): “CHIEDERE RISPETTO PER LINGUA E CULTURA ITALIANA IN UE”
    (2011-02-07)
    "L’annullamento del bando, da parte del Tribunale Ue, pubblicato in tre sole lingue su ricorso dell’Italia dimostra qual è la politica linguistica che paga, contrapposta alle lamentele collaborazioniste fine a se stesse che hanno portato alla cooperazione rafforzata per il brevetto unico". Lo dichiara Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto.

    "Non c’è ragione perché uno dei grandi Paesi membri e fondatori dell’Unione Europea non chieda il rispetto verso la propria lingua e la propria cultura, che infatti gli viene garantito quando si decide a far valere il diritto alla democrazia linguistica", continua Pagano.

    "Naturalmente, bisogna pur prendere atto che non si può comunicare in 23 lingue diverse: il governo italiano si faccia dunque promotore della soluzione bipartisan esperantista che ponga fine alle discriminazioni linguistiche e smetta ogni sottomissione all’inglese come se l’Italia fosse una colonia anglo-americana", conclude Pagano.(07/02/2011 – ITL/ITNET)

Lascia un commento

0:00
0:00