Ron: “Difendo la musica italiana”
Sì. Dopotutto siamo deboli e desiderosi di avere tutto e subito. Vogliamo essere amati dalle persone a cui non interessa nulla di noi. E accettarlo è durissima.
Me la portavo dietro dal 2004, quando l'ho cantata voce e pianoforte al Premio Gaber a Viareggio durante il Festival Teatro Canzone. L'ho scelta perché secondo me è una delle canzoni più ispirate di Gaber, l’ho sempre sentita particolarmente mia. Nessuno si aspettava di riascoltarla, e ha fatto una impressione straordinaria sul pubblico. Aspettavo l’occasione per inciderla: adesso ha un arrangiamento ricco, con l’orchestra sinfonica,
Ho una visione dell'amore totale. Vorrei che la persona che amo fosse tutta per me legata da un 'sigillo'. Ho un forte senso dell'appartenenza.
Mi piace contaminare i gusti. In particolare Britti non lo conoscevo ed è stato molto bello parlare di musica con lui. Avevo bisogno di una chitarra blues per 'Stella che non splende' e chi meglio di Alex poteva suonarla? E' stato anche divertente perché ho saputo che lui conosceva molto bene la mia storia musicale, aveva anche dei dischi miei in casa.
E sono assolutamente d'accordo con lui. Non capisco tutte le polemiche che ne sono seguite. Non ha mica detto di non voler inserire in cartellone i film americani! Anche la nostra musica ha bisogno di un pugno forte. Noi artisti italiani non siamo tutelati non riusciamo a far ascoltare le nostre canzoni perché nelle radio si trasmettono solo artisti stranieri.
Quale potrebbe essere per lei la soluzione?
Ci vorrebbe una legge come quella francese che obblighi a trasmettere il 30% di musica straniera e il 70% di quella italiana. E se proprio non si può facciamo anche un 50% a ciascuno.
Andrea Conti per TgCom








