Europa e oltre

Ridicolo e offensivo per qualsiasi intelligenza umana il titolo de La Stampa sullo scherzo telefonico alla Meloni

Aleksej Stoljarov e Vladimir Kuznetsov, in arte “Lexus e Vovan”

Ovvio che anche l’ambasciatore Francesco Maria Talò, consigliere diplomatico di Palazzo Chigi, responsabile della comunicazione istituzionale delle Meloni, fosse al soldo di Putin. Ehhh mia cara Zafesova… 

Lo sberleffo come arma segreta di Putin favorita da 007 e informatori nella Rete

Questo l’articolo di ANNA ZAFESOVA su La Stampa del 2 novembre:
Per Vladimir Putin sono i «ragazzi del telefono», assolutamente «innocui», come spiegò a Elton John dopo che Vovan e Lexus avevano telefonato alla rock-star britannica spacciandosi per il presidente russo e il suo portavoce Dmitry Peskov. Per il governo britannico, sono agenti dei servizi segreti russi, sospetto condiviso da molte altre capitali colpite dalle telefonate dei due comici. Loro – Vovan e Lexus, al secolo VladimirKuznetsove Alexey Stolyarov, entrambi 36enni – rispondono a questi sospetti come si conviene a due persone che hanno fatto della presa in giro un mestiere, negando e subito dopo ammettendo legami con l`Fsb, buttandola sullo scherzo. Ma, come dice un detto russo, «in ogni scherzo c`è un pezzettino di scherzo», e sicuramente la carriera di Vovan e Lexus ha preso negli ultimi anni una piega molto seria, tanto da farli approdare al Primo canale della tv russa, in prima serata, a sostituire il popolarissimo show di Ivan Urgant (cancellato dai palinsesti per aver condannato l`invasione dell`Ucraina), con una trasmissione dove svariati «esperti» discutono di geopolitica, partendo dalle telefonate false della coppia. L`ultima puntata verte proprio sulla conversazione di Giorgia Meloni con un non meglio identificato «politico africano».
La presidente del Consiglio italiana è in ottima compagnia: nell`ultimo decennio, gli impostori telefonici russi hanno costretto a conversazioni più o meno imbarazzanti George W. Bush e Recep Tayyip Erdogan, il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg e il ministro della Difesa britannico Ben Wallace, J.K.Rowling e il principe Harry, e un`infinità di altri primi ministri, sindaci e celebrità internazionali. La facilità con la quale i due prankster – come si fanno chiamare anche in russo, usando il termine inglese per lo scherzo soprattutto telefonico, «prank» – superano barriere di assistenti, segretari e controlli di sicurezza, componendo numeri di telefono top secret e infilandosi nelle agende dei potenti del mondo, fa sospettare un «aiuto» da parte dei servizi segreti, anche se Vovan e Lexus insistono a fare di testa loro, e a raggiungere le loro altolocate vittime grazie a una rete di informatori che abita in Rete, e che spesso non sa nemmeno di stare aiutando due comici. I quali comunque non nascondono mai da quale parte stanno: tutte le loro telefonate sono dirette a personaggi considerati ostili alla Russia, e loro stessi nelle interviste dichiarano che non farebbero mai uno scherzo a Putin, al patriarca Cirillo e al leader ceceno Ramzan Kadyrov (temendo giustamente il suo peculiare senso dell`umorismo).
In ogni caso, se gli scherzi di Vovan e Lexus non fossero graditi al Cremlino, difficilmente avrebbero potuto continuare a telefonare indisturbati ad Angela Merkel e a Stephen King, per non parlare poi della trasmissione televisiva e della partecipazione al Forum economico di Pietroburgo, la Davos putiniana, dove hanno condotto il panel sulla lotta alle fake news. Riconoscimenti non  casuali, per i due ragazzi venuti a conquistare Mosca e partiti da un mondo di stand up comedy e tabloid, per diventare un`arma speciale della propaganda.
La loro tecnica è sempre la stessa: avviare una conversazione con un famoso e/o potente, spacciandosi per un altro famoso e potente – che può essere Volodymyr Zelensky o un altro esponente di Kyiv, Macron o anche Greta Thunberg – per poi fare domande provocatorie. Se non ottengono nulla di scandaloso – la maggior parte dei politici interpellati ha prevedibilmente ripetuto più o meno le stesse cose che diceva in pubblico – si ricorre a trucchi di montaggio, per esempio per fare dire a Bush che gli ucraini «devono uccidere più russi possibile» (l’originale parlava degli scontri al fronte), o a domande palesemente assurde, come la proposta a Rowling di far assumere alla cicatrice sulla fronte di Harry Potter la forma del tridente ucraino (la scrittrice ha risposto educatamente che ci avrebbe pensato). Il risultato viene poi proiettato in tv o sul RuTube (Vovan e Lexus sono stati banditi da YouTube) , ridicolizzando i leader occidentali come creduloni stupidi. Un «umorismo» piuttosto primitivo, che però probabilmente piace a un certo pubblico russo, soprattutto dopo che il loro leader non riceve più visite e telefonate vere dai politici e dalle star internazionali.

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