Resistenza della lingua italiana

Paolo Gambi, Rinascimento poetico

Contro i gerghi e l’inglese " corrotto "
Nasce la " resistenza " per salvare l’italiano

Di Luigi Manconi

Da La Nazione , martedi’ 6 giugno 2000

" Grazie per non fumare " : è questa l’improbabile traduzione dell’inglese " Thank you for not smoking ", che banche e aeroporti italiani hanno utilizzato in una campagna contro il fumo. Un mostro sintattico, uno dei tanti che mettono in pericolo la lingua italiana.
L’italiano, infatti, è minacciato non solo – e non principalmente – dal disinteresse e dalla sciatteria di chi lo parla e lo scrive ma, soprattutto, da coloro che si augurano la sua estinzione per poter affidare la comunicazione quotidiana ai dialetti e quella culturale al basic english. A tali minacce, nessuna lingua, per quanto vitale, può resistere a lungo. È la constatazione che ha spinto alcuni parlamentari appartenenti a gruppi politici diversi (Saverio Vertone, Aldo Masullo, Domenico Fisichella, Fernando Pappalardo, Paolo Giaretta, Mario Crescenzio, Domenico Contestabile e chi scrive) a dar vita all’associazione " La bella lingua ". Suo scopo è avviare un movimento di resistenza attiva contro l’inquinamento della lingua, invitando le istituzioni, ma anche l’opinione pubblica, a impegnarsi nella difesa dell’italiano dai gerghi tecnici e dal basic english.
Tale azione non è indirizzata, certo, contro le contaminazioni efficaci e i prestiti linguistici, che possono favorire intelligenti innovazioni e la positiva evoluzione della lingua ; essa vuole tutelare, piuttosto, la struttura ossea di qualsiasi linguaggio – ovvero la sintassi – sull’esempio di quanto è già accaduto in Francia e in Germania. In questi due ultimi paesi, dove è forte la sensibilità per la conservazione della cultura nazionale, sono state avviate campagne per la tutela della lingua dalla diffusione dei gerghi settoriali e dall’ avanzata del pidgin english (inglese corrotto).
Il manifesto preparato dall’associazione al quale già hanno aderito importanti personalità della cultura, viene presentato proprio oggi, alla presenza del presidente della Camera, Luciano Violante, insieme a una prima e importante iniziativa del comune di Roma : la lettura della Divina Commedia ai mercati Traianei, affidata a Vittorio Sermonti (che ne fece un memorabile evento, qualche hanno fa, a Ravenna).
E ancora. " Chi parla male pensa male e vive male ". cosi’ Nanni Moretti in " Palombella Rossa " (1989). Giusto. Se consideriamo la lingua – insieme al linguaggio del corpo – il principale strumento di relazione tra gli esseri umani, la qualità di quel mezzo espressivo aiuta (per lo meno, aiuta) la qualità degli stessi rapporti interpersonali.
Dunque, la " verità " della lingua è fattore decisivo per contribuire alla " verità "delle relazioni umane. Il che spiega bene come la tutela della lingua italiana non significa, in alcun modo, la difesa della " lingua dei ricchi e dei colti ". Al contrario. Da qui la preoccupazione per il diffondersi, anche nel linguaggio domestico, del rifiuto della " parola semplice " (diretta, immediata, lineare), a vantaggio di una parola simil-raffinata (" buona serata " invece di " buona sera ", " recarsi ",invece di " andare "…). Segno, anche questo, di impoverimento della lingua in quanto spia di una subalternità ai linguaggi fittizi : quelli televisivi e della comunicazione burocratica.
Certo, non si deve esagerare ; certo – come può dire chiunque (e ha tutte le ragioni per dirlo) – " ci sono problemi piu’ gravi (le guerre, le carestie, i massacri…) " : e tuttavia, se è vero che " i limiti del mio linguaggio costituiscono i limiti del mio mondo " (Wittgenstein), affrontare i guai della nostra lingua è un modo non fatuo di affrontare i guai della nostra societa’.

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