relazione di Marco Perduca

Paolo Gambi, Rinascimento poetico

Ancora una volta l’ineffabile Marco Perduca. Solo che ora e’ il "candidato Marco Perduca" nella mia regione, e io ho anche firmato la presentazione! (Non ho ancora votato, pero’).
Sempre micidiale nella sua omnisaccenza il candidato Perduca ironizza sull’articolo apparso sul "Corriere della Sera", dimostrando – oltretutto – di non averlo capito.

Quello che sostengono gli studiosi di neurologia (di neurologia, non di linguistica) e’ che l’apprendimento della lingua inglese presuppone l’attivazione di tre settori cerebrali (non si parla mai della parte non utilizzata del cervello).
Per la pedagogia, invece, la cosa non e’ nuova: l’apprendimento dell’inglese richiede l’acquisizione mnemonica, per ogni nuova parola imparata, di tre elementi (pronuncia, grafia e significato) anziche’ due, come accade per quelle lingue che hanno una base di regolarita’ nella corrispondenza fra la forma scritta e quella pronunciata.
La teoria espressa in quell’articolo e’ verosimile ed e’ comunque un tentativo di spiegare come mai gli italiani abbiano maggiore difficolta’ ad imparare l’inglese degli altri stranieri, mentre invece non e’ rilevata una simile differenza nell’apprendimento di lingue come il francese, il tedesco, lo spagnolo, eccetera. A questa teoria si puo’ credere o non credere, ma c’e’ poco su cui fare dello spirito.

Devo pero’ aggiungere che non mi interessa molto l’opinione del candidato Perduca sulla comunicazione linguistica, il suo modo di trattare questi temi e’ sempre approssimativo, privo di argomenti e improntato a soddisfare una teoria precostituita, in questo caso la superiorita’ dell’inglese.

Grande rivelazione, invece, e’ la sua esposizione di cosa intendino i radicali per "rivoluzione liberale": per il nostro candidato il tentativo dei radicali tenderebbe all’importazione, totale e definitiva, della versione piu’ cinematografica dell’"american way of life". Nella sua confezione-pacchetto, pero’, c’e’ si’ il "maggioritario a turno unico" ma bisogna anche accollarci il sistema linguistico americano: o prendi tutto o niente.
Ha assolutamente ragione Lapo, se le cose stanno cosi’, nel pacchetto c’e’ anche la pena di morte all’americana, la DEA, il proibizionismo, la pizza di McDonald’s, le carceri in gestione a privati (liberismo antistatalista), eccetera.

Rimango della mia opinione (l’avevo gia’ detta): certe forme di americanismo che non considerano i temi caso per caso ma che sbavano per acquisire il modello del "migliore dei mondi possibili", e’ solo una misera forma di provincialismo e somiglia (alla rovescia) a quel paleocomunismo che il "migliore dei mondi possibili" lo cercava, invece, nell’URSS.

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