Ni parolas Esperante

radikala leksiko, puntata dell’11 marzo

Il Consiglio Di Sicurezza Discute Su Come Raggiungere La Pace In Medio Oriente

Ecco le parole spiegate nella puntata dell'11 marzo del lessico radicale in esperanto:

1. LEGGE ELETTORALE

“votare” si dice VOĈDONI,
verbo composto da due parole:
VOĈO = suffragio, voto
DONI = verbo “dare”

quindi, letteralmente, voĉdoni significa: dare il proprio suffragio.

L'aggettivo “elettorale”, deriva proprio dal verbo votare: se voĉdoni significa votare, VOĈDONA significherà elettorale. Basta sostituire alla terminazione -i del verbo all'infinito la terminazione -a dell'aggettivo.

“legge” si dice LEĜO;
quindi, se elettorale si dice voĉdona, e legge si dice leĝo
legge elettorale sarà VOĈDONA LEĜO.

2. PARLAMENTO
in esperanto si scrive e si legge esattamente come in italiano

3. DEPUTATO
deriva dal verbo DEPUTI, cioè deputare, formato dalla radice
deput-
e la terminazione -i del verbo all'infinito.

Il participio passato passivo si costruisce aggiungendo alla radice la terminazione -it;
quindi: deput-it-;
la terminazione del sostantivo serve a fare il participio sostantivato;
otteniamo quindi: DEPUTITO, che
letteralmente significa: colui che è deputato.

4. SENATORE
deriva dal sostantivo SENATO, parola identica a quella italiana.
Alla radice senat-
è necessario aggiungere il suffisso che indica “membro di un gruppo”, in questo caso: membro del senato. Questo suffisso è: -an;
quindi senat-an;
non resta ora che aggiungere la terminazione -o del sostantivo:
senat-an-o: SENATANO.

5. REFERENDUM
La parola latina “referendum” è stata introdotta così com'è in diverse lingue, quindi è stata semplicemente “esperantizzata” aggiungendovi la terminazione -o del sostantivo: referendum-o: REFERENDUMO.

è tutto! alla prossima puntata!


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