Europa e oltre

Programma FRA 2027-29 e le 23 proposte dell’ERA: dalla lotta al razzismo linguistico al Garante del multilinguismo

Corte di giustizia dell'Unione europea (Lussemburgo)

SAPEVI CHE ESISTE UN RAZZISMO CHE NON SI CHIAMA RAZZISMO, MA PEGGIORE DI ESSO?
Si chiama linguicismo: la discriminazione strutturale fondata sulla lingua. E l’Europa lo pratica ogni giorno, nelle proprie istituzioni, senza che quasi nessuno ne parli.
Come funziona? Se non parli inglese — o non lo parli abbastanza bene — non puoi partecipare pienamente alla vita democratica europea. Non puoi seguire i lavori delle agenzie UE, non puoi far sentire la tua voce nelle piattaforme della società civile, non puoi accedere alla ricerca, all’università, alla tecnologia, all’intelligenza artificiale allo stesso modo di chi è nato in un Paese anglofono.
Non è una scelta neutrale. È un sistema di potere.
Funziona peggio del razzismo tradizionale perché è invisibile. Nessuno lo riconosce come discriminazione. Anzi: chi ne è vittima viene convinto che il problema sia suo — che debba studiare di più, spendere di più, adattarsi di più. Nel frattempo paga ogni anno oltre 1.000 euro in costi di apprendimento, certificazioni, tempo sottratto ad altro, svantaggio competitivo. Una tassa silenziosa che ERA chiama The English Tax.
ERA ha presentato alla FRA — l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali — un contributo formale al Programma di lavoro 2027-29, chiedendo che venga riconosciuto e combattuto il linguicismo istituzionale: quella forma di discriminazione strutturale che gerarchizza le lingue e i loro parlanti, favorendo sistematicamente chi è nato nella lingua dominante.
La stessa FRA ha ammesso che usare solo l’inglese nei propri lavori «limita in qualche misura la partecipazione attiva». Ma finora non ha cambiato nulla.
E dopo la Brexit la contraddizione è sotto gli occhi di tutti: l’Europa continua a funzionare nella lingua di uno Stato che ha scelto di andarsene.
ERA chiede che l’Unione europea riconosca il linguicismo istituzionale per quello che è: una forma di discriminazione strutturale. E che smetta di chiedere ai cittadini europei di adattarsi alla lingua di altri per poter esercitare i propri diritti fondamentali.
Perché una democrazia che parla solo inglese non è una democrazia multilingue. È una democrazia a metà.
👉 https://era.ong/programma-fra-2027-29-e-le-23-proposte-dellera-dalla-lotta-al-razzismo-linguistico-al-garante-del-multilinguismo/
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  CONTRIBUTO DI ERA AL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE FRA 2027-29 Equità e giustizia linguistica, democrazia multilingue, IA e diritti fondamentali Richiesta di inserimento nel Documento di programmazione FRA 2027-29 di

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