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Europa e oltre

Photos from Giorgio Kadmo Pagano’s post

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TRUMP. Le operazioni psicologiche imperiali e l’erosione della sovranità. Dalle ricadute alla realtà.

🔴 Nell’universo di “Fallout” (famoso gioco di guerra nucleare finale USA-CINA), l’annessione del Canada da parte degli Stati Uniti è una nota a piè di pagina nella marcia imperiale verso la catastrofe globale. Un’America a corto di risorse assorbe il suo vicino del nord per proteggere l’oleodotto dell’Alaska e prepararsi alla guerra con la Cina, portando infine a un’apocalisse nucleare. A prima vista, è una finzione distopica, ma se si guarda più da vicino, diventa qualcosa di molto più sinistro. La narrazione del gioco funziona come una psyop, condizionando il pubblico a vedere la cancellazione dei confini e la sottomissione della sovranità come inevitabili quando le risorse sono in gioco. È un’arroganza imperiale avvolta in pixel, che insegna ai giocatori che costruire un impero, anche a costo di “alleati”, è semplicemente il modo in cui va il mondo.

Ora esci dal gioco e torna alla realtà. Le riflessioni di Trump sul fatto che il Canada diventi il ​​51° stato, sull’acquisto della Groenlandia o sulla riconquista del Canale di Panama vengono liquidate come “scherzi”.
Ma lo sono davvero?
Queste osservazioni superficiali sono il tipo di lavoro ideologico sottile su cui prospera una psyop; normalizzando l’idea che la sovranità sia sacrificabile nella ricerca del potere. In Fallout , l’annessione del Canada è stata inquadrata come una necessità patriottica, un modo per garantire la stabilità nordamericana. Oggi, Trump la inquadra come una situazione vantaggiosa per i canadesi che potrebbero godere di “tasse più basse” e “migliore protezione militare”. Stessa logica, consegna diversa. Il messaggio di fondo rimane: la sovranità è facoltativa quando l’America decide che lo è.

🔴 La Groenlandia è l’esempio più agghiacciante. Per un orecchio inesperto, il discorso di Trump di “acquistare” la Groenlandia suona come il delirio di un uomo che non capisce la sovranità. Ma scavando più a fondo, diventa chiaro che la Groenlandia, ricca di risorse naturali inutilizzate e strategicamente posizionata nell’Artico, è il gioiello della corona della frontiera polare. La silenziosa implicazione di Trump di usare mezzi militari per proteggerla riecheggia la logica di Fallout : se non puoi comprarla, prendila. La Groenlandia non è in vendita, come ha affermato fermamente la Danimarca, ma il semplice suggerimento attenua la resistenza all’idea che il territorio possa ancora essere acquisito nel 21° secolo, se non tramite negoziati, allora tramite estorsione (tariffe) e infine con la forza.

🔴 E poi abbiamo il Canale di Panama, un’arteria vitale del commercio globale e un simbolo dell’imperialismo statunitense in America Latina. Le osservazioni di Trump sulla “rivendicazione” del canale sottolineano una nostalgia per i giorni in cui la parola di DC era legge nel Sud del mondo. Per gli Stati Uniti, il canale non è solo infrastruttura, è potere. I trattati che trasferivano il controllo a Panama avrebbero dovuto segnare un cambiamento verso il rispetto della sovranità latinoamericana. Ma per l’impero, gli accordi sono strumenti di convenienza, non principi. La Dottrina Monroe non è morta, è stata solo rinominata.
Questa è la genialità di una psyop. Incorporando queste ambizioni imperiali nell’intrattenimento, l’impero condiziona la mente pubblica a vederle come naturali, persino inevitabili. L’annessione del Canada in Fallout e le osservazioni frivole di Trump sulla sovranità condividono uno scopo comune: normalizzare l’eccesso imperiale. Rideteci sopra e l’idea sfugge alle difese dell’indignazione. Quando la retorica si trasforma in politica, le basi sono già state gettate. È così che gli imperi hanno sempre funzionato, non con un assalto frontale, ma con una costante erosione della resistenza finché l’obbedienza non sembra un sollievo.

⚡L’ironia è forte: Trump, autoproclamatosi paladino dell’anti-globalismo, non potrebbe essere più in sintonia con la globalizzazione quando si tratta del suo sogno erotico espansionistico.

Ma il mondo non ci crede più. Il mondo multipolare, guidato da Russia, Cina e un Sud del mondo in risveglio, sta riscrivendo la sceneggiatura. Vedono il gioco dell’impero per quello che è: disperazione. La sovranità non è in vendita e le operazioni psicologiche dell’impero, che siano nei videogiochi o nelle frasi ad effetto di Trump, stanno perdendo la presa. Se Fallout era una storia di inevitabilità, il mondo multipolare in ascesa è una storia di resistenza, una dichiarazione che la sovranità è sacra e che il tempo dell’impero è scaduto.

Ora la questione non è se l’impero cadrà, ma quando e con quale fragore il mondo esulterà quando ciò accadrà.

– Gerry Nolan

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