“Perseguire gli Obiettivi del Millennio privilegiando i popoli indigeni”
Intervento del radicale Pagano all’incontro sulla Cooperazione promosso dal Ministero degli Affari Esteri.
Lotta alla povertà, beni comuni, problematiche di genere ed alta formazione: sono questi i temi dei quattro Gruppi di lavoro, istituiti per dibattere e proporre iniziative tese al conseguimento degli Obiettivi del Millennio delle Nazioni Unite, i cui risultati sono stati esposti giovedì 20 settembre dalla Viceministra agli Affari Esteri Patrizia Sentinelli a tutti i partecipanti ai Gruppi stessi.
Ciò anche in previsione del prossimo Forum della Cooperazione, previsto per fine 2007 ed in relazione alla nuova legge che disciplina la “Cooperazione con i Paesi in via di sviluppo” oggi in discussione al Senato.
Ciò anche in previsione del prossimo Forum della Cooperazione, previsto per fine 2007 ed in relazione alla nuova legge che disciplina la “Cooperazione con i Paesi in via di sviluppo” oggi in discussione al Senato.
Giorgio Pagano, Segretario dell’associazione radicale “Esperanto”, è intervenuto proponendo che l’Italia riconquisti una sua visibilità internazionale in merito a quegli Obiettivi legando la sua azione alle popolazioni indigene e alla loro particolare caratteristica.
«Le condizioni, in questo senso – ha detto Pagano – sussistono tutte: dalle problematiche di genere ai beni comuni, spesso espropriati, dalla tutela di popolazioni svantaggiate alla salvaguardia di culture a rischio di scomparsa. Esistono 350 milioni di persone appartenenti a popolazioni indigene che possono, e devono, costituire ambiente privilegiato di operatività per il raggiungimento degli Obiettivi del Millennio perché alla loro esistenza è legata la salvezza della gran parte della bio-diversità linguistico-culturale mondiale, altrimenti destinata alla scomparsa per il 90% entro il nostro secolo».
«Le condizioni, in questo senso – ha detto Pagano – sussistono tutte: dalle problematiche di genere ai beni comuni, spesso espropriati, dalla tutela di popolazioni svantaggiate alla salvaguardia di culture a rischio di scomparsa. Esistono 350 milioni di persone appartenenti a popolazioni indigene che possono, e devono, costituire ambiente privilegiato di operatività per il raggiungimento degli Obiettivi del Millennio perché alla loro esistenza è legata la salvezza della gran parte della bio-diversità linguistico-culturale mondiale, altrimenti destinata alla scomparsa per il 90% entro il nostro secolo».
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