Per una biblioteca con libri in tutte le lingue del mondo

VARESE Invito agli scolari: «Portate libri nuovi dalle vacanze»

Appello per la biblioteca multilingue

di Michele Mancino

Nei giorni in cui a Varese si svolge il Festival dell’Insubria, dedicato alle identità locali, nasce anche la prima biblioteca interculturale che accoglierà libri in tutte le lingue del mondo. L’iniziativa è dell’Istituto comprensivo Varese2-Pellico e avrà la sua sede nella scuola elementare «Giovanni Pascoli». Il servizio di prestito sarà aperto a tutti a partire da settembre. Sugli scaffali della biblioteca ci sono già più di 400 libri, molti dei quali acquistati presso i missionari comboniani. Per aumentare il numero dei volumi, la scuola lancia un appello: «Porta un libro dalla vacanze e regalalo alla biblioteca interculturale». Destinatari i molti bambini, italiani e stranieri, che trascorrono le vacanze estive all’estero. «La ragione di questo appello – spiega Margherita Giromini, dirigente dell’Istituto comprensivo Silvio Pellico – deriva dal fatto che in Italia, a differenza di altri Paesi come la Germania, non c’è un grosso mercato di libri in lingua straniera, soprattutto da paesi di forte emigrazione. Scarseggiano i libri provenienti dal Sudest asiatico e dall’India. Rari anche i libri in lingua ucraina e romena, mentre abbondano quelli in arabo e albanese». Il progetto non coinvolgerà solo gli alunni delle elementari, ma anche gli adulti: «Presto lanceremo il progetto anche fuori dalla scuola nelle agenzie di viaggio e nei luoghi di partenza per le vacanze». La scuola Pascoli è all’avanguardia per i programmi. Da qualche anno si tiene un corso di arabo per i bambini con docenti di madrelingua pagati dal consolato marocchino e, due volte alla settimana, le mamme dei bambini stranieri frequentano un corso di italiano. «A Varese – conclude la dirigente scolastica – c’ è bisogno di queste strutture perché il numero degli studenti figli di immigrati è in costante aumento. Nel mio istituto raggiunge il 13% contro il 7 della media nazionale».

(Dal Corriere della Sera, 8/6/2007).

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