+3906689791 scrivici@era.ong
Europa e oltre

Per L’Ue l’aborto non è un omicidio

LA SENTENZA DELL'EUROPA

Per L'Ue l'aborto non è un omicidio
«E sulle leggi ogni Stato decida da solo»

Strasburgo respinge il ricorso di una donna francese,che aveva perso il bambino a causa di un errore medico
da Strasburgo
L'errore di un medico che ha provocato, senza volerlo, un aborto, non può essere considerato alla stregua di un omicidio, Così ieri la Corte europea dei diritti dell'uomo ha messo la parola fine al ricorsa presentato cinque anni fa da una cittadina francese che aveva perso il proprio bambino a causa di un controllo di routine. Una banale visita medica le aveva provocato la rottura del sacco amniotico, costringendola all'aborto.Adesso, con 14 voti a favore e due contrari (il presidente si è astenuto), i 17 giudici di Strasburgo hanno stabilito che un aborto involontario provocato da un errore medico non può essere considerato un reato e che dunque non ci fu nessuna violazione dell'articolo 2 della Con
venzione europea sui diritti dell'Uomo, quello riguardante il diritto alla vita. E non solo: i giudici hanno anche detto a chiare lettere che le decisioni sulle questioni di aborto, in assenza di un consenso a livello europeo, spetta ai singoli governi nazionali.La vicenda era nata nel dicembre del 1999, quando Thi-Nho Vo, francese di origine asiatica, aveva presentato ricorso alla Corte europea. Al sesto mese di gravidanza, era stata sottoposta, per un errore del medico, ad una visita che le aveva provocato lesioni talmente gravi da costringerla all'aborto terapeutico. La donna, insieme al marito, denunciarono il medico che fu inizialmente accusato di lesioni involontarie. Un'accusa che successivamente fu trasformata in omicidio involontario. li medico venne condannato proprio per questo reato dalla Corte di Appello di Lione, per essere più tardi scagionato dalla Corte di Cassazione. Con quella decisione, infatti, la corte francese si era rifiutata di considerare il feto come un essere umano e di giudicare l'errore del medico in base al diritto alla protezione previsto dal codice penale. Thi-Nho Vo,nel suo ricorso alla Corte di Strasburgo, aveva invocato l' articolo 2 della Convenzione europea sui diritti dell'Uomo per contestare la decisione delle autorità francesi. Con la sentenza di ieri, la Corte ha anche stabilito a chiare lettere che il problema di quando cominci il diritto alla vita deve essere deciso a livello nazionale, visto che la maggior parte degli Stati che hanno ratificato la Convenzione ancora non hanno ancora preso una decisione in merito.


IL Giornale, p.16
09/07/2004



[addsig]

Lascia un commento

0:00
0:00