Per i malati di patologie respiratorie che vanno all’estero

Guarire insieme

Le parole che fanno respirare meglio

di Edoardo Stucchi

Sono 180 le parole che possono aiutare i malati cronici ai bronchi e ai polmoni, quando vanno all’estero. È il dizionario italiano-inglese/inglese-italiano, realizzato dall’Associazione italiana pazienti BPCO, per quanti, trovandosi in un Paese straniero, hanno necessità di parlare a un medico o a un farmacista della loro malattia. Si passa dai termini più semplici, come Bronchoconstriction o antibiotic, a quelli più tecnici come Chest tightness (oppressione toracica) o Breathlessness (difficoltà di respiro) e naturalmente alla traduzione di Broncopneumopatia cronica ostruttiva, ovvero Chronic obstructive lung disease (COPD). «La mobilità dei malati, oggi, è in continuo aumento – spiega Mariadelaide Franchi, presidente dell’Associazione italiana pazienti BPCO – e ci siamo preoccupati di dare loro uno strumento utile. Ci sono termini facilmente intuibili e altri più complessi, racchiusi in poche pagine da portar con sé in valigia o nella borsetta. È fondamentale poter le proprie condizioni nella maniera più corretta, soprattutto in caso di riacutizzazione dei sintomi». Il dizionario è stato presentato nel corso della Giornata mondiale di sensibilizzazione alla BPCO, il 19 novembre scorso, promossa dal Progetto mondiale “Gold” per la diagnosi, la prevenzione e il trattamento della malattia in collaborazione con l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms)… Il dizionario è disponibile sul sito dell’Associazione (www.pazientibpco.it).

(Dal Corriere della Sera, 14/12/2008).

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