PARLA COME MANGI-Premessa

PARLA COME MANGI-Premessa

PREMESSA

L’articolo che segue è uscito su "A Rivista Anarchica" n. 224 del febbraio ’96. Già nel n.90 del marzo 1981 erano usciti ben 4 articoli, più una piccola grammatica, per un totale di 6 facciate fitte di testo.
Premetto che per anarchismo non intendo l’ideologia dei "bombaroli", ma una tendenza filosofica sostenuta da intellettuali, professori universitari e quel movimento che diede origine al partito socialista. Questo a scanso di equivoci…
Piaccia o no, il termine "libertario" non è stato inventato da Marco Pannella, ma è stato usato per la prima volta in Francia nel 1890, quando definirsi anarchici era sufficiente per essere arrestati.
Marco Pannella verrebbe definito dai libertari (anarchici), un "libertariano" (libertario-liberista), e su questo c’è attualmente dibattito nel "vero" movimento libertario di cui i "libertariani" sono una piccola minoranza che ha qualche adepto negli Stati Uniti e viene aspramente criticata.
Gli articoli della rivista erano aspramente (e intollerantemente, com’è nel loro stile) critici verso certi aspetti del mondo esperantista come, per esempio riguardo al problema della monopolizzazione di questa lingua da parte dei clericali, il "neutralismo" del movimento esperantista, l’esperantismo come pratica di un hobby da parte di gruppi chiusi su se stessi ecc.
Gli articolisti erano tuttavia molto favorevoli per quanto riguarda l’uso dell’Esperanto come lingua internazionale e di comunicazione tra lavoratori e rivoluzionari di tutto il mondo.
Veivano fatti interessanti riferimenti ai dibattiti sull’Esperanto durante il congresso della CNT alla vigilia della rivoluzione spagnola del ’36, ad un famoso congresso tenuto a Bologna nel ’20, a una lunga relazione pubblicata su "Umanità Nova" e al periodico in esperanto "Liberecana Ligilo", tuttora esistente. Il tono delle loro critiche potevano scandalizzare qualcuno, abituato ed assuefatto all’ipocrisia della maggior parte dei nostri politici; agli anarchici si possono rivolgere molte critiche, ma non certo quella di non essere persone schiette, al limite dell’intolleranza e del fanatismo. Forse si potrebbe dire che sono stati i precursori dello "sgarbismo".
Questo perchèé non hanno mai avuto del potere da perdere.
Possono permettersi di essere dei passionali e tali sono molto spesso, a rischio di fare dei madornali errori di valutazione. In questo mondo di "tolleranti" da casa di tolleranza, confesso che gli "intolleranti" anarchici mi sono simpatici.
I loro principi ed ideali, dopo il boom del ’68 e un lungo periodo di stasi, hanno ora un successo e una diffusione notevole (la rivista è ora presente nelle migliori edicole e librerie).
Devo anche dire che la qualità degli articoli, ad eccezione di qualche caso, è notevolmente migliorata rispetto a un tempo.
Ma purtroppo l’ultimo articolo sull’Esperanto è ben diverso da quelli apparsi nell’81…
L’articolista, un "intellettuale" snob "di sinistra", si esprime con uno stile ideologico, settario e sarcastico.
Un esempio: <­<­[…] Michael Krauss, dell’Alaska Native Language Center dell’Università di Fairbanks, che, intervistato dalla sezione esperantista di Radio Radicale (un’emittente, a mio avviso, cui nessuno studioso serio dovrebbe concedere un’intervista, ma probabilmente in Alaska non lo sanno) ha dichiarato che…[ecc…]>>
Una strategia che usano gli intellettualoidi per "spiazzare" i critici è anche scrivere in modo fumoso seminando qua e là qualche battuta sarcastica. Usano il loro intelletto come un’arma.
Quello che posso fare è trascrivervi il testo.
Mi piacerebbe che qualcuno reagisse scrivendo alla rubrica delle lettere. L’indirizzo è:

"Editrice A, CP 17120, 20170 Milano"
tel/fax: 02-2896627

In particolare sarebbe una buona cosa che chi li conosce, avvertisse gli ottimi articolisti del vecchio numero del 1981 (dove sono finiti?), vale a dire:

– Camillo Levi
– Luigi Tadolini
– Franco Melandri
– Giovanni Zambon

Ora, vocabolario alla mano, leggetevi il prossimo testo e se avete almeno una laurea che vi permetta di capirlo prendete pure carta e penna e preparate la vostra risposta…

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