A VOLTE L’ ETÀ E IL RUOLO PORTANO SAGGEZZA E VISIONE ALTRE, IN TALUNE CIRCOSTANZE, CECITÀ. È quest’ ultimo il caso del discorso di Mattarella a Marsiglia che nel tracciare un qualsivoglia legale tra la matrice del Nazismo e l’Operazione Militare Speciale russa non incontra alcun fondamento storico né, tantomeno, analogico. Sono piuttosto i discorsi americani sulla presa della Groenlandia europea, dell’annessione del Canada, come dell’accaparramento dei territori di Gaza a preoccupare. In Ucraina la Russia è intervenuta a difendere la minoranza russofona.
Queste le parole del discorso del Presidente: «La storia non è destinata a ripetersi pedissequamente, ma dagli errori compiuti dagli uomini nella storia non si finisce mai di apprendere.
La crisi economica mondiale del 1929 scosse le basi dell’economia globale e alimentò una spirale di protezionismo, di misure unilaterali, con il progressivo erodersi delle alleanze. La libertà dei commerci è sempre stata un elemento di intesa e incontro. Molti Stati non colsero la necessità di affrontare quella crisi in maniera coesa, adagiandosi, invece, su visioni ottocentesche, concentrandosi sulla dimensione domestica, al più contando sulle risorse di popoli asserviti d’oltremare.
Fenomeni di carattere autoritario presero il sopravvento in alcuni Paesi, attratti dalla favola che regimi dispotici e illiberali fossero più efficaci nella tutela degli interessi nazionali.
Il risultato fu l’accentuarsi di un clima di conflitto – anziché di cooperazione – pur nella consapevolezza di dover affrontare e risolvere i problemi a una scala più ampia. Ma, anziché cooperazione, a prevalere fu il criterio della dominazione. E furono guerre di conquista.
Fu questo il progetto del Terzo Reich in Europa.
L’odierna aggressione russa all’Ucraina è di questa natura.»
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