Politica e lingue

Nuovi italiani

Corte di giustizia dell'Unione europea (Lussemburgo)

“Nuovi italiani”. Grazie al lavoro

di Federico Buti

Otto su dieci non lascerebbe mai la Toscana e Firenze per trasferirsi altrove. E non sarebbe una novità, se stessimo parlando di persone nate e cresciute qui, perché si sa che i toscani – e i fiorentini in particolare – sono legatissimi alla loro terra. Ma loro sono originari di Perù, Albania, Romania e Filippine: sono venuti nella nostra regione per lavorare e ora non lo lascerebbero per nulla al mondo. Perché la maggioranza di questi stranieri si sente “ben integrata” (il 51%) e il 77,8% mostra un senso di appartenenza all’Italia, contro il 68,9% che dà altrettanta importanza ai riferimenti identitari legati al Paese d’origine. E’ un caso fiorentino: si tratta della ricerca condotta dal Centro europeo di ricerche e studi sociali. (Ceuriss) tra i lavoratori immigrati della Cooplat, una delle più importanti cooperative italiane nel comparto dei servizi. Tra i lavoratori della Cooplat, infatti, ce ne sono ben 400 stranieri. Per questo la cooperativa ha deciso di commissionare al Ceuriss un’indagine su “Lavoro e percorsi di integrazione del personale immigrato”, che è iniziata nel gennaio 2010 e che ora è vicina alla conclusione…. Anche una curiosità – in realtà solo apparente, perché si tratta della vita di tutti i giorni – la dice lunga sul legame tra lavoro e integrazione: il 48% degli addetti immigrati di Cooplat valuta “buoni” i rapporti con i colleghi italiani e il 54,1 quelli con i colleghi di una nazionalità diversa (il dato più basso è quello relativo ai rapporti con i connazionali: 46,7%). L’82% di loro parla in italiano con i colleghi, ma il dato ancora più significativo è che soltanto il 24,6% usa ancora la lingua d’origine per le conservazioni in famiglia. Insomma, ormai parlano italiano anche a casa. “Questi dati – si legge nella ricerca del Ceuriss – propongono una lettura in forte controtendenza con le ricerche degli ultimi anni sul senso di appartenenza degli immigrati, che vede solitamente primeggiare il legame con la terra di provenienza ( con percentuali non inferiori all’85-90%)”.Il profilo che esce dalla ricerca è quello di stranieri che si sentono “nuovi italiani” – e non dimentichiamo che stiamo parlando di immigrati di prima generazione. Le brutte notizie arrivano quando si parla della crisi economica: il 46,7% dice di “arrivare con molta difficoltà a fine mese” e il 14,8% “spende tutto quello che guadagna”. Italiani anche nelle difficoltà, insomma.
(Da Reporter, marzo 2011).

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