Politica e lingue

NONVIOLENZA OGGI: ROBERTO CASTELLI (UN UOMO UN PERCHE’)

Rivelazioni Sui Preparativi Per La Guerra Contro L’Iran

Corriere della Sera, pag. 10/11

La minaccia di Castelli:
«Sparare agli immigrati?
Per ora non si può»

Bufera sull`uscita del viceministro della Lega
Bocchino: governo incoerente. Flano: si dimetta

MILANO – «Bisogna respingere gli immigrati, ma non possiamo sparargli. Almeno per ora… ». A Roberto Castelli piace da matti: sgancia la battutaccia, si gode l`effetto, e poi ricorre a qualche sofisma per spiegare che quel che ha detto è perfettamente di buon senso. E così, giusto per alleggerire, anche ieri ha voluto cavarsi il gusto di una bombetta verbale. Che, per inciso, a una certa parte dell`elettorato leghista sarà piaciuta da matti.

Il viceministro alle Infrastrutture è ospite di Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro a Un giorno da pecora su Radio2.
E spiega: «Le violenze degli immigrati potrebbero obbligare le autorità ad usare le armi. Zapatero ha sparato agli immigrati che volevano andare in Spagna, Sarlkozy sta bombardando alcuni possibili immigrati in Libia: si prefigurano momenti drammatici. E, se ragioniamo in termini storici,cioè nell`ambito dei prossimi decenni, c`è il pericolo che questa invasione possa diventare di decine di milioni». E dunque? «Le controversie internazionali, spesso, come abbiamo visto in Iraq o in Kosovo, si risolvono con le armi».

I conduttori incalzano: Castelli intende dire che potrebbe essere necessario usarle anche da noi? Ovviamente il viceministro spera «che questo momento non debba mai venire».
Però, «questo problema potrebbe diventare talmente enorme che dovremo porci il problema di usare anche le armi». Il ministro è in escalation. Se la soglia in cui è ammissibile sparare è «quando si arriva alla violenza», il richiamo a Lampedusa è lì, a portata di mano: «Questi signori, che dovevano già essere rimpatriati, hanno cominciato a bruciare i materassi. E se poi cominciassero a tirare sassi, pietre, e quant`altro? Si risponderebbe con gli scudi e i manganelli, perché così si fa nei confronti di qualsiasi cittadino italiano che non rispetta le disposizioni di pubblica sicurezza».
Fino al sovracuto:
«E se uscisse qualche arma e cominciassero a sparare, noi cosa dovremmo fare? Contro le Brigate rosse cosa abbiamo fatto?».

La prima reazione è di Italo Bocchino (Fli): «Il governo non può avere questa posizione sugli immigrati nello stesso giorno in cui Berlusconi firma il decreto per l`emergenza umanitaria». Poi, una serie di
proteste da parte del Pd. Emanuele Flano: «Castelli dovrebbe dimettersi. Un rappresentante del governo non può permettersi di usare parole di violenza nei giorni in cui chiediamo all`Ue di comprendere
le nostre ragioni». Livia Turco parla di «linguaggio violento che mette in ginocchio l`Italia, che ha già perso, per colpa di questo governo, ogni credibilità sul piano internazionale».
Conclude Stefano Donadi (Idv): «Le parole di Castelli sono un’istigazione all`odio ed alla violenza. Parla come un uomo di Neanderthal».

Marco Cremonesi

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