Olimpiadi d’italiano, 20mila in più. Ma non invitano chi si è fatto 50 giorni di sciopero della fame per la lingua italiana.

Sesta edizione della manifestazione organizzata dal MIUR. Ovviamente non è stato invitato chi, come il Segretario dell’ERA Giorgio Pagano,  per la lingua italiana si è fatto ben 50 giorni di sciopero della fame davanti a quel ministero che grazie alla Giannini è divenuto teorizzatore persino del bilinguismo anglo-italiano.

Olimpiadi di italiano: a Roma la sfida per l’alloro della lingua.
Alle finali, venerdì, 84 si contendono il titolo. Boom di partecipanti, 20mila più dell’anno scorso. Quasi 900 scuole coinvolte in tutta Italia. E molti si allenano con mamma e papà.

di Antonella De Gregorio.

Saranno in ottantaquattro, tra i 12 e i 18 anni, a Roma per le seste Olimpiadi di Italiano, dopo eliminatorie severissime a cui hanno partecipato quasi 44mila studenti di 850 scuole. Giovedì i saluti e la cerimonia di apertura. Venerdì le gare, a colpi di ortografia, verbi e pronomi, testi chiari e frasi ben concatenate. Sabato, presso la Scuola ufficiali Carabinieri, la proclamazione dei vincitori: dieci i premi a disposizione, per le categorie junior (biennio delle superiori), senior (triennio) e scuole italiane all’estero. Sul podio saliranno coloro che dimostreranno la migliore capacità di scrittura, di sintesi, di comprensione del testo, una conoscenza approfondita della struttura della nostra lingua.
I finalisti
Giovani e pieni di entusiasmo, i finalisti dell’edizione 2016. Come Lorenza Valle, liceo Chiabrera di Savona, che a 12 anni ha pubblicato un romanzo fantasy («Pioggia di Giustizia»), con il quale ha vinto il primo premio «Giovani» al concorso Cinque Terre-Golfo dei poeti. «Mi diverto a inventare storie e scrivere racconti, ma sento soprattutto il bisogno di liberarmi delle mie paure lasciandole impresse con l’inchiostro su un foglio», scrive sulla scheda di presentazione, sul sito www.olimpiadi-italiano.it. C’è chi usa la scrittura per «scambiarsi filastrocche con gli amici», come Gulia Mescolini di Spoleto (Pg), che ama i giochi di parole, ma da grande sogna di fare il medico o l’ingegnere. Cristofer Villani, Campobasso, si diletta con versi e testi teatrali, mentre Miriam Cuniberti, di Cuneo, scrive per «fissare le idee, ricordare, studiare le parole dette da altri». Scrivono «per mandare lettere ai familiari», «superare la timidezza», mettersi alla prova con i sonetti, o chi, come Niccolò, usa le parole scritte come una «capsula della memoria»; altri come «strumenti di quella libertà di espressione che a scuola non esiste». Kristi Nika, 15 anni, seconda liceo alla scuola italiana di Atene, tiene un diario in cui – dice – «annoto le mie impressioni personali e gli avvenimenti che mi colpiscono di più», mentre Giovanni Di Santo, 15enne calabrese, cura la scrittura per esprimersi bene sui social.
I libri e i sogni
Dichiarano passioni che li accomunano a mille altri coetanei: le serie tv come «Breaking Bad», la musica, dai Coldplay agli U2. Diverse, forse, e più curate, le letture (se nel raccontarsi non ostentano): leggono i classici dell’Ottocento, Eco e i romanzieri russi, Orwell e Ammaniti, Hemingway, Marquez e Calvino. Sogni? Viaggiare, «partire e lasciare tutto», vedere volti e luoghi (e sono in tanti). Essere e rendere felici (Flavia). Qualcuno si spinge più in là: «Cambiare il mondo». I mestieri in cui si immaginano hanno poco a che fare con le lettere: medico, la professione più gettonata; magistrati, avvocati, psichiatri, nutrizionisti. Chiara vorrebbe « tradurre fumetti dal giapponese all’italiano». Molti si allenano con mamma e papà: i genitori studiano le prove degli anni precedenti, chiedono chiarimenti, suggeriscono strategie. Anche se poi, in prima linea, ci sono i docenti, sempre più interessati a questi campionati come strumento utile per la didattica.
Finali
Dopo le fasi a computer – domande chiuse, analisi del testo – che si sono svolte in gennaio e febbraio, nella finalissima avrà più spazio la creatività. Le prove conclusive – componimenti creativi, riassunti, analisi – saranno valutate da una giuria di cui fan parte linguisti, filologi, scrittori. Indette dalla direzione generale degli ordinamenti scolastici del ministero dell’istruzione per il quinquennio delle superiori, le Olimpiadi di Italiano sono organizzate in collaborazione con Accademia della Crusca e Associazione per la Storia della Lingua italiana. Tra le novità dell’edizione 2016, la fortissima crescita dei partecipanti: quasi 20mila più dell’anno scorso. Triplicate le iscrizioni da tecnici e professionali. Più numerose le femmine (l’anno scorso erano in parità). L’appuntamento rientra nel Programma nazionale di valorizzazione delle eccellenze (il programma ministeriale lanciato nel 2007 che premia gli studenti che si sono distinti nel corso degli studi delle superiori).
Ma non c’è solo la gara, negli stessi giorni si tengono le Giornate della lingua italiana: tre giorni in cui gli studenti e i loro docenti avranno modo di approfondire, riflettere e dibattere con personalità del mondo dell’informazione e della cultura.

Ovviamente non è stato invitato chi, come il Segretario dell’ERA Giorgio Pagano,  per la lingua italiana si è fatto ben 50 giorni di sciopero della fame davanti all’inglesizzatore MIUR.

(Da corriere.it, 16/3/2016).



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