Non chiamatemi la Fornero

La titolare del Welfare e il maschilismo

«Non chiamatemi `la" Fornero”»

«Non mi piace quando dite "la Fomero", oppure "la Littizzetto". Dite "Fornero" e basta, così come dite "Monti"». Non è una lezione di grammatica, ma un’esortazione anti maschilista quella del
ministro del Lavoro Elsa Fornero, che ieri pomeriggio si è rivolta così a giornalisti e pubblico del Circolo dei lettori di Torino, dove ha partecipato alla presentazione del libro di Emma Bonino «I doveri della libertà» con Luciana Littizzetto.
«L’Italia – ha poi aggiunto in un secondo passaggio – è talmente poco abituata ad avere donne con ruoli di responsabilità, che vi posso assicurare che quello che non va giù è che noi ci parliamo in modo molto civile, invece volete che litighiamo a tutti costi. Ci volete vedere litigare».
La responsabile del Welfare ha poi fatto sapere, anche se in tono scherzoso: «Non farò il ministro
una seconda volta, un’esperienza può bastare». Quindi si è rivolta a Emma Bonino, dicendole: «Tu, che hai fatto il ministro due volte, anzi no una…. beh, ti sarà bastata e basterà anche a me», ha aggiunto sorridendo…
(Dal Corriere della Sera, 15/1/2012).

1 commento

  • «Dicono che sono maestrina ma sono professore»

    «Voglio partire dalla mia origine», ha premesso il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, per
    sottolineare il tenore dell’intervento che si apprestava a tenere ad un convegno: «Mi dicono
    maestrina, o anche professorina, sono professore all’Università di Torino, il mio vizio di
    origine è quello di inquadrare il problema». Più avanti ha usato ancora ironia definendo il suo
    intervento, accompagnato dai grafici sul ciclo vitale del lavoratore, «forse troppo didattico,
    da maestrina»…
    (Da La Stampa, 27/1/2012).

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