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Nella Giornata della lingua madre l’ERA lancia l’allarme genocidio culturale

Oggi accanto all’emergenza climatica c’è, forse persino più grave, quella della fine della biodiversità linguistica e culturale del pianeta per fini commerciali. È in atto, silenziosamente, il genocidio culturale mondiale che, nell’insegnamento della e nella lingua inglese ha l’analogo effetto della CO2 per l’ambiente.

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La menzogna delle istituzioni europee ed internazionali circa la salvaguardia della biodiversità linguistica e culturale è ormai sotto gli occhi di tutti. Come si usa dire “il Re è nudo!” e l’ERA cerca di essere quella “voce dell’innocenza” della famosa favola di Andersen che, mentre tutti fanno finta di nulla di fronte all’imperatore che cammina senza vestiti per la via con tutti i suoi cortigiani, esclama «Ma non ha niente addosso!» svegliando come d’incanto tutti coloro che, come narcotizzati, assistevano plaudenti alla scena.
Il 31 gennaio di sono usciti dall’Unione europea 67 milioni  758 mila 394 lingua madre inglese e, l’inglese, oggi in Europa è lingua minoritaria, parlata, per giunta come seconda lingua, da poco più di 5 milioni di persone (440.372 maltesi + 4.882.495 irlandesi), mentre l’Italiano, a proposito di democrazia, è diventata la terza lingua col maggior numero di parlanti dell’UE ma il Governo italiano tace. L’esercizio della Forza del potere finanziario d’oltre oceano, come un rullo compressore, schiaccia il Diritto internazionale ed europeo, gli interessi italiani e dell’Unione. Ogni anno, così, i 445 milioni di europei non lingua madre inglese pagano la loro tangente ai popoli anglofoni con 487.408.500.000,00 Euro, 526 miliardi 496 milioni 224 mila e 657,50 dollari,  per essere sempre e comunque eterni secondi rispetto ad un anglofono dalla nascita, con la conseguenza di dialettizzare le loro lingua nazionali contribuendo con vigore a distruggere la biodiversità linguistica culturale europea e mondiale.
L’auspicio, in questa Giornata internazionale della lingua madre, è che l’ONU, l’UNESCO dica finalmente , come il padre di quel bambino della fiaba: «Ascoltate la voce dell’innocenza! Il RE non ha niente addosso!», ponendo fine all’ultima attività predatoria posta in essere dall’imperialismo anglo-americano, datata 6 settembre 1943, allorché Churchill – in dialogo con Roosevelt – di fronte agli studenti dell’Università di Harvard spiegò che «Il potere di dominare la lingua di un popolo offre un bottino di gran lunga superiore che non il togliergli province e territori o schiacciarlo con lo sfruttamento. Gli imperi del futuro sono quelli della mente».
Ebbene, quando le Nazioni Unite e l’UNESCO proclameranno la “giornata mondiale della decolonizzazione delle menti”?
Ma, certo, non attendiamo con le mani in mano e stiamo pensando di rivolgerci intento alla Corte di Giustizia dell’Unione europea.

Dichiarazione del Segretario dell’ERA Giorgio Kadmo Pagano, 21 febbraio 2020.

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