Politica e lingue

Nel mondo di Lunamoonda

Il Consiglio Di Sicurezza Discute Su Come Raggiungere La Pace In Medio Oriente

Lo scaffale dei ragazzi

OVER 10 VERSO UN NUOVO MONDO

Viaggio nel futuro degli «ski-lellè»

di Severino Colombo

È difficile entrare nella banda degli «ski-lellè», i ragazzi randagi che vivono nelle tane alla periferie di Neonora sono diffidenti, sospettosi; ne sa qualcosa la giovane Alfianna, che prova con fatica a ottenerne la fiducia. E non è facile neppure entrare nel mondo degli «ski-lellè»: in questo caso è il lettore a rendersene conto, pure lui all’inizio sospettoso e diffidente (poi conquistato dalla causa dei «bambini-schifo»). Del resto Lunamoonda di Bruno Tognolini lascia spaesati, sembra di aggirarsi in posti noti e insieme irriconoscibili (l’azione si svolge in un terra chiamata Shardenya, che un tempo era detta Sardegna). Disorientati dai neologismi di una lingua che è un impasto vivo di arcaico e ipermoderno: parole selvagge, come il paesaggio che le ispira, saldate a uno slang informatico-tecnologico (loufa, helpo, squid). Il lettore sta in guardia, affacciato su un domani che potrebbe essere il suo. Invece lui è solo un antenato, un nonno che il nipote, premuroso e paziente, prende per mano e conduce dentro la storia: nel presente degli «ski-lellè», nel nostro (credibile e possibile) futuro. Cagliaritano, Tognolini ha studiato prima medicina e poi teatro, è stato tra i «papà» della «Melevisione» ed oggi è scrittore per bambini e ragazzi tra i più versatili. Il romanzo, però, è «per ragazzi e per tutti», non fosse altro che l’autore ha iniziato a pensarci quindici anni fa e nel frattempo Lunamoonda è cambiata, è cresciuta. Vincitore del Premio Elsa Morante Giovani, racconta di una società avanzata, pervasa da una tecnologia amica (almeno in apparenza). È una sorta di Grande Fratello, orwelliano, non televisivo; ancora meglio, una Grande Mamma che vede, prevede e provvede ai bisogni della comunità. Suggerisce di prendere l’ombrello se minaccia pioggia, ricorda i compleanni, rallegra chi è triste, «fa essere sempre migliori in un posto perfetto». Per quanto ardua possa sembrare l’impresa di stare al passo con il futuro (e con il suo linguaggio) il libro è un’avventura che merita di essere vissuta fino in fondo.

(Dal Corriere della Sera, 27/9/2008).

[addsig]

0:00
0:00