NAPOLITANO: L’EUROPA SIA RESPONSABILE (Il Messaggero)

Il Presidente a Lussemburgo

~ IL PRESIDENTE A LUSSEMBURGO ` ,

Napolitano: l`Europa sia responsabile
«Si eviti di attribuire un peso troppo grande agli Stati Uniti»


dal nostro inviato
PAOLO CACACE
LUSSEMBURGO – L`Unione europea riuscirà a superare la «debolezza di volontà politica» che rende incerto il suo cammino? E ancora: sarà in grado di intraprendere «la strada per alcuni aspetti obbligata» dell`«integrazione differenziata», ad esempio in un settore-chiave come quello della difesa? Ruota intorno a questi interrogativi cruciali l`intervento di Giorgio Napolitano davanti alla Corte di giustizia lussemburghese, uno dei pilastri istituzionali dell`Unione insieme alla Banca europea degli Investimenti, visitata in precedenza. Napolitano traccia un acuto affresco storico sui
«dilemmi» dell`Unione dalle sue origini fino ai giorni nostri oggi, ma si sofferma in modo particolare sui problemi della sicurezza e della difesa europea soprattutto in rapporto al mutato scenario internazionale con l`elezione di Obama alla Casa Bianca. La via maestra è chiara: l`Europa deve assumersi le proprie responsabilità se vuole evitare di attribuire «un peso troppo grande» agli Stati Uniti. E lo strumento è quasi obbligato: quello delle cosiddette «cooperazioni strutturate» previste proprio per il settore della difesa dal Trattato di Lisbona. Insomma, secondo Napolitano, di fronte alla situazione mondiale e al nuovo multilateralismo, per l`Europa una politica di difesa e di sicurezza adeguata «è ormai una dimensione irrinunciabile» e d`altronde «stanno maturando le condizioni per compiere ulteriori passi in questa direzione». Si dovrà decidere poi se i Ventisette andranno avanti tutti insieme oppure se – com`è più probabile – si procederà ad un`«integrazione dìfferenziata» con un gruppo di testa «il più ampio possibile» (come è accaduto con Schengen o con l`euro) aperto a successive adesioni. Napolitano difende con vigore la condivisione di sovranità prevista dalle istituzioni Ue e definisce «uno dei tarli del dibattito» le frenate di quanti accusano l`Unione di voler indebolire o abolire gli Stati nazionali. «E` un falso dilemma», spiega il capo dello Stato sottolineando in particolare il ruolo della Corte di giustizia europea, «l`istituzione che più di ogni altra ha tenuto ferino il timone della visione originaria della costruzione europea». Un ruolo – soggiunge – che non è stato sufficientemente «compreso e valorizzato» eppure fondamentale perché fondato sul dialogo o- meglio – sull`«osmosi» tra diritto comunitario e diritto degli Stati nazionali. Naturalmente sullo sfondo c`è la necessità di una rapida ratifica del Trattato di Lisbona per consentire a quella che fino a poco tempo fa era definita con disprezzo “la vecchia Europa” di giocate il suo ruolo peculiare e di superare il «paradosso» che la vede esitante proprio mentre dovrebbe attrezzarsi. L`Italia, con una visione politica bipartisan, è pronta a fare la sua parte. Un concetto, questo, che Napolitano ribadisce anche davanti ai nostri connazioanali della Bei. Ed elogia il contributo e l`impegno della Banca europea degli Investimenti per contribuire, con finanziamenti a progetti significativi, allo sviluppo del Sud. «Soprattutto in questo momento di crisi dell`economia europea e italiana».

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