Minoranze, popoli tradizionali, indigeni e Colonialismo

Morto l’ultimo indigeno sopravvissuto al massacro della sua tribù

Brasile, morto l’ultimo vero indigeno. “Da 26 anni viveva da solo: la tribù fu massacrata”

Da anni veniva monitorato da agenti dell’Agenzia per gli affari indigeni (Funai) che ne garantivano la sicurezza

Lo hanno trovato sulla sua amaca senza vita, così è morto l’ultimo vero indigeno dello Stato brasiliano di Rondonia, al confine con la Bolivia. L’indigeno, un 60enne circa, era conosciuto nel Paese come”l’Uomo del Buco” (“O indio do burraco” in portoghese) perché scavava buche profonde per intrappolare gli animali o per crearsi nascondigli e sfuggire ai nemici, e anche perché il suo vero nome era sconosciuto. Da 26 anni viveva in totale solitudine, da quando nel 1995 gli unici altri sei membri della sua tribù furono uccisi probabilmente dagli allevatori che volevano le loro terre nell’area indigena di Tanaru, garantite dal Funai, agenzia governativa che voleva aiutarli a sopravvivere.

Infatti negli anni’70 la grande maggioranza della tribù fu decimata da agricoltori e allevatori che volevano espandere le loro proprietà. E lui nel tempo era diventato un simbolo della resistenza, ed esempio delle leggi promulgate per gli”incontattati”, cio è le tribù che rifiutavano i contatti con la civiltà moderna che minacciava la loro esistenza. Leggi e diritti negati dal presidente Boslonaro.

Ma in questo caso l’indigeno, che aveva una sessantina d’anni, sarebbe morto per cause naturali. Comunque l'”Uomo del Buco” veniva monitorato da anni da agenti dell’Agenzia per gli affari indigeni (Funai) proprio per la sua sicurezza. C’ è anche un video che mostra l’ultimo degli indigeni nella giungla, girato dai membri del Funai nel 2018. Le immagini mostrano l’uomo mentre taglia un albero.

Nel 2004 Fiona Watson, direttrice del Dipartimento ricerca e advocacy di Survival International, il movimento mondiale per i popoli indigeni, ha visitato il territorio di Tanaru con un team di monitoraggio del governo. Oggi ha commentato: “Nessun esterno ha mai saputo il suo nome, e della sua tribù non si sa quasi nulla”, ma ha sottolineato quanto temuto in questi anni: “Con la sua morte, il genocidio del suo popolo è ora stato completato. Perché di un vero e proprio genocidio si tratta: l’eliminazione deliberata di un intero popolo da parte di allevatori di bestiame affamati di terra e ricchezza”.

www.quotidiano.net |29.08. 2022

 

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