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MORATORIA CONTRO LA PENA DI MORTE INFLITTA ALLA SECONDA LINGUA

 

Una moratoria contro la ”pena di morte” inflitta dal Ministro Gelmini alla seconda lingua comunitaria: questa la proposta nata a seguito dell’Assemblea e della Manifestazione nazionale organizzata dall’Associazione Radicale Esperanto, cui hanno partecipato l’AISPI – Scuola, l’ANILS (Associazione Nazionale Insegnanti Lingue Straniere), l’ANP (Associazione Nazionale Presidi), il CIDI (Centro Iniziativa Democratica Insegnanti), il CIP (Comitato Nazionale Precari), i COBAS, la FIS (Federazione Italiana Scuole), la FLC-CGIL, il LEND e Scuola.Base.

Giorgio Pagano, segretario dell’Era, si è fatto portavoce di questa richiesta attraverso una lettera in cui si chiede al Ministro Gelmini  “d’avviare una discussione approfondita sulle più opportune politiche linguistiche pubbliche d’insegnamento delle lingue straniere e, in particolare, sugli effetti economici da queste generati”.

Infatti gli ultimi dati economici (2005) stimano che il “tutto inglese” veicola verso il Regno Unito un flusso di danaro pari a 350 miliardi di euro l’anno, equivalenti a oltre il 3% del PIL dell’Unione europea: i cittadini dei Paesi non anglofoni pagano, quindi, in modo più o meno palese, circa 900 euro pro capite annui al Regno Unito. Cifra che, con questo decreto, tende ad elevarsi esponenzialmente per la parte italiana. Da qui l’obiettivo principale dell’iniziativa: la richiesta di vagliare approfonditamente la migliore politica pubblica d’insegnamento delle lingue straniere.

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