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Politica e lingue

MINORANZE LINGUISTICHE. DIBATTITO DIVIDE EMICICLO

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MINORANZE LINGUISTICHE testo intero
DIBATTITO DIVIDE EMICICLO
("Il friulano propedeutico per l’inglese")

(ANSA) – ROMA, 17 GIU – IL DIBATTITO SULLE NORME PER LA TUTELA DELLE MINORANZE LINGUISTICHE HA APPASSIONATO E DIVISO L’ASSEMBLEA DI MONTECITORIO. UNA DISCUSSIONE NON SCONTATA, PUR SE CERTE PRESE DI POSIZIONE ERANO PREVEDIBILI, CHE HA ASSUNTO COLORAZIONI DIVERSE ANCHE ALL’ INTERNO DEGLI SCHIERAMENTI. LE NORME TUTELANO LE MINORANZE LINGUISTICHE, HANNO RIBADITO TUTTI GLI INTERVENTI, MA AD ALCUNI NON E’ PIACIUTO CHE SI SIANO TRALASCIATE ALCUNE LINGUE COME IL VENETO E IL PIEMONTESE ED ALTRI HANNO, INVECE, SOTTOLINEATO IL RISCHIO CHE IL PROVVEDIMENTO INNESCHI SPINTE DISGREGATRICI DELL’ UNITA’ NAZIONALE. TRA I PIU’ ACCESI ESPONENTI DEL FRONTE DEL NO SICURAMENTE IL CAPOGRUPPO DEL CCD, CARLO GIOVANARDI: ”UNA LEGGE VERGOGNOSA”, CHE, INVECE DI ESALTARE I DIALETTI E LE LINGUE COME PATRIMONIO COMUNE, ALZA STECCATI. NON SOLO, MA INNALZA IL LIVELLO DI CONFLITTUALITA’ DI NAZIONALISMO E DI CAMPANILISMO. NO ANCHE DA PARTE DI ALLEANZA NAZIONALE, SEPPURE CON ACCENTI DIVERSI. SECCO ROBERTO MENIA: ”NON VOGLIAMO CHE L’ ITALIA DIVENTI UNA TORRE DI BABELE”. PIU’ SFUMATO RICCARDO MIGLIORI: ”ERA DIFFICILE CHE IL PROVVEDIMENTO POTESSE USCIRE DALLE SECCHE TRA L’ ARTIFICIOSITA’ DEL NAZIONALISMO PADANO E IL RIVENDICAZIONISMO VITTIMISTICO DI MOLTE MINORANZE”. E QUALCHE ESPONENTE DI AN, COME FORTUNATO ALOI, SI E’ ASTENUTO IN NOME DELLE MINORANZE DELL’ ITALIA DEL SUD.
NO ANCHE DA PARTE DI RINNOVAMENTO ITALIANO. LUCIANA SBARBATI HA CHIESTO TUTELA ANCHE PER I MILIONI ”DI ANALFABETI O DI ANALFABETI DI RITORNO”.
LA LEGA SI E’ DIVISA. ROLANDO FONTAN HA ANNUNCIATO L’ASTENSIONE, PERCHE’ ”SONO STATI INSERITI PRINCIPI POSITIVI”, MENTRE ALBERTO LEMBO E LUIGINO VASCON HANNO APERTAMENTE ANNUNCIATO IL NO ”PER POTER TORNARE A TESTA ALTA NEL VENETO”.
”NON VOGLIAMO PARTECIPARE AL FUNERALE DI UNA LINGUA VIVA, COME QUELLA VENETA”. E FLAVIO RODEGHIERO HA CHIESTO UN MINUTO DI SILENZIO PER QUELLE LINGUE CHE SONO IN AGONIA, COME QUELLA DEI CIMBRI.
ASTENSIONE DA PARTE DI FORZA ITALIA. GUALBERTO NICCOLINI HA SPIEGATO CHE LE NORME, ”PARTITE CON UN CONCETTO SERIO DI TUTELA DELLE MINORANZE STORICO-LINGUISTICHE, SONO ANDATE UN PO’ OLTRE”, COMBINANDO UN ”EQUILIBRIO PASTICCIATO”. ”MI CHIEDO – HA AGGIUNTO – SE QUESTA LEGGE SIA NATA PER FAVORIRE L’ UNITA’ DEL PAESE O SE, PIUTTOSTO, NON POSSA DIVENTARE UNO STRUMENTO PER SPACCARLO ANCORA DI PIU”’.
IL TESTO E’ STATO DIFESO DALLA MAGGIORANZA. ANTONIO DI BISCEGLIE (DS) HA OSSERVATO CHE L’ IDENTITA’ NAZIONALE NON VIENE SCALFITA, MA ESALTATA DALLA VALORIZZAZIONE DELLE MINORANZE. ”PER UN BAMBINO SENTIR PARLARE A SCUOLA ANCHE FRIULANO O SARDO – HA AGGIUNTO – PUO’ ESSERE D’ AIUTO PER IMPARARE MEGLIO L’ INGLESE”.
RIFONDAZIONE COMUNISTA, CON MARIO BRUNETTI, HA RESPINTO LE CRITICHE AL TESTO. ”NON SI PENSA DI IMPORRE L’INSEGNAMENTO DEI DIALETTI D’ ITALIA, MA CI SI PREFIGGE DI TUTELARE LE CULTURE MINORITARIE DI ANTICO INSEGNAMENTO. LA CRISI DEI VALORI FONDANTI DELL’ UNITA’ NAZIONALE – HA AGGIUNTO – SONO BEN ALTRI E INVESTONO IL MANCATO SUPERAMENTO DEGLI SQUILIBRI TRA NORD E SUD”.
SI’ CONVINTO ANCHE DA PARTE DEI VERDI. MARCO BOATO HA RICORDATO CHE QUELLA DELLE MINORANZE E’ UNO DEI TEMI FONDAMENTALI DELL’ INIZIATIVA DEL SOLE CHE RIDE. QUANTO AI TONI, BOATO HA AUSPICATO CHE NON SI RIPETA, PER QUESTO PROVVEDIMENTO, LA POLEMICA SEGUITA ALL’ APPROVAZIONE DELLA COSIDDETTA ”LEGGE SIMEONE” SULLE PENE ALTERNATIVE AL CARCERE. (ANSA).
17-GIU-98

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