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Politica e lingue

MINORANZE: ECCO LE NORME ATTESE DA TRE LEGISLATURE

MINORANZE: ECCO LE NORME ATTESE DA TRE LEGISLATURE

(ANSA) – ROMA, 17 GIU – CI SONO VOLUTE TRE LEGISLATURE PER APPROVARE UNA LEGGE CHE ERA NEL CUORE DEI PADRI COSTITUENTI GIA’ DAL ’48: E’ L’ARTICOLO SEI DELLA COSTITUZIONE AD AFFERMARE INFATTI, CON UNA CERTA SOLENNITA’, CHE ”LA REPUBBLICA TUTELA CON APPOSITE NORME LE MINORANZE LINGUISTICHE”. E DOPO CINQUANT’ANNI ALMENO UN RAMO DEL PARLAMENTO SI E’ FINALMENTE ESPRESSO, APPROVANDO UN TESTO CHE TUTELA I CITTADINI ITALIANI CAPACI DA SEMPRE DI PARLARE ANCHE UNA LINGUA ‘STORICA’ E SENTITA COME LA ‘PROPRIA’, COME IL FRIULIANO, IL SARDO, L’ALBANESE, CATALANO, GERMANICO, GRECO, SLOVENO, CROATO, FRANCESE, FRANCO PROVENZALE, LADINO E OCCITANO. IN TUTTO, SECONDO LE STIME DEL MINISTERO DELL’INTERNO, CIRCA 3 MILIONI DI PERSONE.
FRA LE MOLTE POLEMICHE DI CHI CHIEDEVA DI TUTELARE ANCHE IL PIEMONTESE E IL VENETO MA ANCHE IL MODENESE, DI CHI HA OTTENUTO CHE NON SI PARLASSE AFFATTO DELLA PROTEZIONE DELLE COMUNITA’ ROM E SINTI, LA LEGGE CHE ORA PASSA AL SENATO PREVEDE CHE LE 12 LINGUE ‘PROTETTE’, SIANO PARLATE NEGLI UFFICI PUBBLICI, NELLE ASSEMBLEE ELETTIVE E NELLE SCUOLE E STUDIATE NELLE UNIVERSITA’.
ALCUNE TRA LE NORME PIU’ CRITICATE RISULTANO ATTENUATE DOPO L’ESAME DELL’AULA. E’ IL CASO DEL DIRITTO DEI CONSIGLIERI REGIONALI E PROVINCIALI AD ESPRIMERSI NELLA LINGUA ‘MADRE’ (LIMITATO DI FATTO A SARDEGNA E FRIULI DOVE I COMUNI TUTELATI SUPERANO IL 15% DELLA POPOLAZIONE) E QUELLO DEGLI IMPUTATI ‘BILINGUE’, PER I QUALI RESTA LA LEGISLAZIONE VIGENTE.
ECCO IN SINTESI COSA PREVEDE IL TESTO SULLA TUTELA DELLE MINORANZE APPROVATO A MONTECITORIO.
– L’ITALIANO E’ ”LA LINGUA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA”, LA QUALE VALORIZZA IL PATRIMONIO LINGUISTICO E CULTURALE.
– IL CONSIGLIO PROVINCIALE DELIMITA IL TERRITORIO DOVE VERRANNO APPLICATE LE NORME DI TUTELA LINGUISTICA RICHIESTE DA UN TERZO DEI CONSIGLIERI DEI COMUNI INTERESSATI O DA ALMENO IL 15 PER CENTO DEI CITTADINI RESIDENTI, OPPURE CON UN REFERENDUM PROMOSSO SECONDO I REGOLAMENTI COMUNALI.
– USO DELLE LINGUE PROTETTE NELLE SCUOLE MATERNE, E COME STRUMENTO DI INSEGNAMENTO NELLE ELEMENTARI E MEDIE, SU RICHIESTA DELLE FAMIGLIE INTERESSATE. PREVISTI ANCHE PROGETTI EDUCATIVI DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE.
– NEI CONSIGLI COMUNALI ‘PROTETTI’ SI POTRA’ PARLARE NELLA LINGUA MADRE, COME ANCHE NELLE ASSEMBLEE PROVINCIALI E REGIONALI DOVE I COMUNI ‘PROTETTI’ SUPERANO IL 15% DELLA POPOLAZIONE. PREVISTA LA TRADUZIONE PER CHI NE HA BISOGNO.
– GLI ATTI UFFICIALI DELLO STATO POTRANNO ESSERE TRADOTTI, MA VALGONO LEGALMENTE QUELLI REDATTI IN ITALIANO. NEGLI UFFICI PUBBLICI DEI COMUNI PROTETTI CI SARANNO DIPENDENTI ‘BILINGUE’.
– DAVANTI AL GIUDICE DI PACE SI POTRA’ USARE LA LINGUA ‘MADRE, SARA’ POSSIBILE RIPRISTINARE I COGNOMI ORIGINARI. PREVISTE TRASMISSIONI RADIO E TV IN LINGUA. SPESA PREVISTA DAL ’99: 20 MILIARDI.

QUESTA LA PRESENZA IN ITALIA, SECONDO LE STIME DEL MINISTERO DELL’ INTERNO, DELLA PRESENZA DELLE MINORANZE LINGUISTICHE ”STORICHE” TUTELATE DALLA PDL OGGI APPROVATA ALLA CAMERA. TRA PARENTESI LE PERCENTUALI QUANTIFICABILI RISPETTO ALLA POPOLAZIONE E ALLA PRESENZA SUL TERRITORIO.
– ALBANESI: 98.000 PERSONE AL SUD (CALABRIA, PUGLIA, SICILIA, MOLISE E PRESENZE ANCHE IN ABRUZZO).
– ALTOATESINI DI LINGUA TEDESCA: 290.000 PERSONE. BOLZANO (65,43%)
– CARINZIANI: 2.000 PERSONE. UDINE (0,38%)
– CARNICI: 1.400. BELLUNO (0,66%)
– CATALANI: 18.000. ALGHERO (SASSARI)
– CROATI: 2.600 PERSONE. MOLISE (0.79%)
– FRANCOPROVENZALI: CIRCA 90.000. AOSTA (60%), TORINO (0.89%),
FOGGIA (0.23%) – FRANCOFONI: 20.000. VALLE D’AOSTA (17.33%)
– FRIULANI: 526.000. FRIULI (56,32%)
– GRECI: 20.000. REGGIO CALABRIA (0,88%), LECCE (1,88%)
– LADINI: 55.000. BOLZANO (4,19%), TRENTO (1,69%), BELLUNO (10%)
– OCCITANI: 178.000 (CIRCA 50.000 PARLANO L’OCCITANO PURO).
NELLE VALLI DI CUNEO (4,76%), TORINO, COSENZA E IMPERIA.
– SARDI: 1.269.000 IN TUTTA LA SARDEGNA (77.48%)
– SLOVENI: CIRCA 70.000. TRIESTE (9,6%), GORIZIA (8%),
UDINE (3%).
17-GIU-98 17:52

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