PACE+
UNA FUNZIONE PERMANENTE DELLO STATO PER ORGANIZZARE LA PACE
La pace cesserebbe di appartenere a una parte politica e diventerebbe una funzione della Repubblica.
Noi proponiamo l’istituzione, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, di un Ministro Articolo 11 senza portafoglio: una funzione dello Stato incaricata di dare attuazione permanente al principio costituzionale del ripudio della guerra.
Non un nuovo apparato burocratico, non un ministero che sostituisca quelli esistenti e neppure un contropotere. Il Ministro Articolo 11 dovrebbe esercitare funzioni di indirizzo, impulso, coordinamento e verifica, raccordando competenze già presenti nelle istituzioni della Repubblica.
L’ARTICOLO 11 NON È SOLTANTO UN DIVIETO
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.
L’articolo 11 non si limita a vietare la guerra d’aggressione. Affida alla Repubblica una responsabilità positiva: costruire gli ordinamenti, gli strumenti e le politiche capaci di prevenire i conflitti e organizzare la pace.
La guerra dispone già di ministeri, comandi, bilanci, strategie, strutture permanenti e capacità di programmazione. La pace, invece, continua troppo spesso a essere affidata alle dichiarazioni, alle emergenze o alla buona volontà dei singoli governi.
Se la guerra viene preparata stabilmente, anche la pace deve esserlo.
PRIMA, DURANTE E DOPO I CONFLITTI
Il Ministro Articolo 11 dovrebbe agire nei tre tempi della pace:
Prima del conflitto, individuando i rischi, promuovendo prevenzione, dialogo, mediazione e cooperazione.
Durante il conflitto, coordinando ogni iniziativa utile alla cessazione delle ostilità, alla protezione delle popolazioni e alla ricerca di una soluzione politica.
Dopo il conflitto, preparando ricostruzione, riconciliazione, ripristino dei diritti e condizioni di una pace durevole.
UNA FUNZIONE DI COORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA
Tra i suoi compiti dovrebbero rientrare:
- raccordare le competenze diplomatiche, giuridiche, culturali, economiche, ambientali e umanitarie dello Stato;
- valutare preventivamente gli effetti delle decisioni pubbliche sulla pace e sulla sicurezza collettiva;
- promuovere strumenti di mediazione, disarmo, cessate il fuoco e soluzione nonviolenta delle controversie;
- coordinare la preparazione della ricostruzione e della riconciliazione dopo i conflitti;
- rafforzare il contributo italiano nelle sedi europee e internazionali;
- riferire periodicamente al Parlamento e ai cittadini sull’attuazione dell’articolo 11.
ARTICOLO 11 E ARTICOLO 52
Il Ministro Articolo 11 non sarebbe alternativo alla difesa della Patria prevista dall’articolo 52 della Costituzione.
L’articolo 52 rappresenta l’assicurazione sulla difesa quando la pace fallisce. L’articolo 11 deve diventare la politica permanente con cui la Repubblica lavora affinché quel fallimento non avvenga.
Proteggere la Patria significa anche evitare che sia trascinata in guerre che potevano essere prevenute.
UNA FUNZIONE DELLO STATO, NON DI UNA PARTE
Il Ministro Articolo 11 non sarebbe il ministro dei pacifisti, ma il ministro della Repubblica incaricato di organizzare la pace nell’interesse dell’intera comunità nazionale.
Pacista è chi organizza la pace per proteggere sia la Patria sia chi è chiamato a difenderla.
LA PROPOSTA
Chiediamo al Governo italiano di istituire il Ministro Articolo 11 presso la Presidenza del Consiglio e di aprire un confronto pubblico e istituzionale sulla sua funzione, sulle sue competenze e sui suoi strumenti operativi.
L’Italia, con la sua Costituzione, la sua collocazione mediterranea, la sua storia e la sua cultura, può diventare il primo Paese a trasformare la pace da aspirazione morale a funzione permanente dello Stato.






