Lo sguardo da oltre – Manica. La Gran Bretagna conta su un partner stabile
Londra in cerca di garanzie
LONDRA. Dal nostro corrispondente Leonardo Maisano
UN INIZIO DIFFICILE Per il premier Cameron, che aspira a una rapida transizione oltre la crisi dell’euro, il destino dell’Italia è considerato vitale
«Un cupo inizio». Alle 13 la Bbc commenta così l'incrociarsi delle notizie che sorvolano Roma. La sparatoria davanti a Palazzo Chigi negli stessi istanti del giuramento al Quirinale del governo Letta crea una sconcertante congiunzione astrale che per qualche ora almeno muta lo scenario che appariva prevalente. La nomina di tre ministri molto noti oltre la Manica prometteva di essere, e continua a promettere di essere, garanzia per i mercati e garanzia per il governo di David Cameron che dai margini d'Europa aspira a una rapida transizione oltre la crisi della moneta comune. Il destino dell'Italia è sempre stato riconosciuto come vitale da Londra per il futuro dell'euro e il giuramento di Emma Bonino, Enzo Moavero Milanesi e soprattutto Fabrizio Saccomanni danno le garanzie attese, nonostante i dubbi, di alcuni opinionisti, sulla tenuta alla distanza dell'esecutivo.
L'attentato non cambia questa percezione, ma stende una volta di più una tonalità di dolorosa incertezza su un Paese che per molti aspetti resta incomprensibile, per i bizantinismi della sua politica, quando misurato con il pragmatismo anglosassone. Con il passare delle ore e con il consolidarsi dell'impressione che gli spari siano stati un gesto isolato, senza matrice terroristica, il temuto valore politico dell'attentato s'è ridimensionato. Eppure nelle cronache da Roma una liaison fra gli spari a Palazzo Chigi e la fragilità che l'Italia ha messo in scena dal giorno del voto, non è mancata.
Se toccherà agli investigatori fugare ogni ipotesi più inquietante riconsegnando tutto al gesto di un disperato, spetterà a tre ministri più esposti all'estero cancellare le crepe messe in scena dalla politica italiana in queste settimane. A Saccomanni in prima battuta A Londra è figura notissima Non solo per la carica di vicepresidente della Bers (Banca europea di ricostruzione e sviluppo) che ha tenuto fino al 2006, ma per la recente, frequente presenza nella City. In piena campagna elettorale ha partecipato a un incontro al Royal Institute of International Affairs con banchieri e gestori per illustrare lo stato dell'economia italiana. Operazioni di diplomazia economico-finanziaria essenziali per dare certezze ai mercati. Emma Bonino, al di là del suo appassionato europeismo che non ha troppi fans in Gran Bretagna, è personalità nota e rispettata da tutti i maggiori opinion makers britannici. La continuità dell'azione italiana in Gran Bretagna dal 2011 in poi è, invece, garantita da Enzo Moavero Milanesi. Fin dai primi giorni dell'incarico assunto sotto il governo Monti, Moavero ha discusso con Londra l'aspetto più importante dell'integrazione europea, nella concezione minimalista che sta a cuore a Cameron: il completamento del mercato interno. Su questo terreno Londra e Roma, dal governo Monti in poi, hanno trovato significativi punti in comune. Per la Gran Bretagna è essenziale individuare nell'Italia un partner stabile. È essenziale, soprattutto, per creare sponde negoziali alternative a Parigi e Berlino, nonostante le relazioni fra Angela Merkel e David Cameron siano quantomai solide.
Il Sole 24 Ore, 29-04-2013, pag. IV














