LONDRA CHIUDE AI LAUREATI STRANIERI (Il Riformista)


Di Mauro Bottarelli

Londra. La vicenda della raffineria Total ora si ammanta di giallo. Ieri pomeriggio, infatti, i rappresentanti sindacali hanno intimato agli scioperanti di concludere le agitazioni e tornare al lavoro poiché dopo ore di trattative sarebbe stato raggiunto un accordo con la proprietà, in base al quale la metà dei posti di lavoro in oggetto spetterebbe a lavoratori inglesi. Questa mattina, quindi, nella fabbrica si voterà sull`ipotesi di accordo e un`eventuale via libera da parte dei lavoratori potrebbe significare che alcuni italiani e portoghesi, chiamati a lavorare per la multinazionale francese, dovrebbero dare l`addio al loro posto. Un brutto colpo che però fonti sindacali smentiscono a priori facendo riferimento a una clausola che vedrebbe totalmente rispettato l`appalto originario, nessuno perderà l`occupazione. Saranno guai seri, invece, se sarà il fronte del no a prevalere. A quel punto, infatti, la spaccatura sarà totale non solo tra operai e proprietà ma anche tra operai e sindacati, con il forte rischio che ovunque nel paese divampino scioperi selvaggi e spontanei per solidarietà. Per Paul Kenny, segretario generale del sindacato Gnib, quanto ottenuto «è un grande passo avanti», mentre Tony Ryan, capopopolo della protesta, ammette di essere «soddisfatto per l`accordo di massa ottenuto anche se ci sono un paio di punti ancora da chiarire». Gordon Brown ha detto di sperare che «i lavoratori accettino l`accordo e tomino al lavoro nonostante le loro riserve iniziali», salvo poi spiegare che l`accordo si basa su nuove linee guida che suggeriscono ai datori di lavoro di «valutare sempre la presenza a livello locale di lavoratori competenti». Un piano d`intenti, quindi e poco più. Chi invece pare avere le idee decisamente chiare rispetto alla necessità di non farsi cogliere più di sorpresa da soluzioni simili è il ministro per l`Immigrazione, Phil Woolas, che ha reso noto come in tempi molto brevi sarà possibile che venga ridotto il numero di immigrati altamente specializzati a cui sarà consentito lavorare in Gran Bretagna visto che, a causa delle crisi e della recessione, saranno circa4001nila i laureati britannici che questa primavera rischiano di restare disoccupati. Solo quest`anno saranno tra i 10mila e i 18mila gli stranieri qualificati autorizzati a cercare un lavoro nel Regno Unito, ma a breve il numero potrebbe scendere. La valutazione dei candidati, infatti, contiene una clausola che permette di rendere più duri i criteri di verifica. «Vista la situazione economica del paese è chiaro che bisogna intervenire – ha dichiarato Woolas – e la nostra priorità resta quella di mantenere il più alto possibile il livello occupazionale dei laureati britannici». Immediata è giunta la smentita, sempre da parte di Woolas, sul fatto che questa decisione sia da mettere in relazione alla vicenda della raffineria di Lindsey: «Era allo studio da tempo», anche se in molti propendono quantomeno per un effetto decisamente acceleratore dato dalle proteste dei lavoratori. Insomma, lavori britannici per laureati britannici. Tanto più che la gamma di figure con educazione molto alta che dall`estero posso entrare legalmente nel Regno Unito per almeno due anni alla ricerca di lavoro passa da avvocati a scienziati, dai lavoratori dei servizi finanziari agli imprenditori, dai tecnici informatici ai ricercatori. E anche se la proposta di Woolas potrebbe incontrare il no di John Denham, il ministro per la Specializzazione, a propendere per questo tipo di decisione è addirittura il gruppo bipartisan per un immigrazione bilanciata creato dal laburista Frank Field e dal conservatore Nicholas Soames, autori di una lettera a quattro mani a Gordon Brown nella quale si diceva in tutta franchezza che in tempi di crisi simile la politica dell`immigrazione non poteva continuare come niente fosse. Fatalità del destino, sabato pomeriggio si gioca Inghilterra-Italia di rugby per il torneo delle Sei Nazioni e speriamo che a nessuno nello spogliatoio inglese venga voglia di emulare il capitano gallese Phil Bennet nel 1977 prima di Galles-Inghilterra. Cosa disse? «Guardate cosa hanno fatto gli inglesi al Galles. Hanno preso il nostro acciaio, la nostra acqua, il nostro ferro. Comprano i nostri cavalli per divertirsi quattro giorni ogni 12 mesi. Che cosa ci hanno dato in cambio? Assolutamente nulla. Siamo stati espropriati, derubati, controllati e puniti dagli inglesi. E noi questo pomeriggio giochiamo contro di loro!»

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