L’On. Cappato al PE. Plenaria del 4 settembre 2003

Paolo Gambi, Rinascimento poetico

Resoconto integrale delle sedute

SEDUTA DI GIOVEDI' 4 SETTEMBRE 2003

Allargamento e diversità culturale (lingue regionali e meno utilizzate)

Cappato (NI). Signor Presidente, purtroppo temo che il quadro sia meno positivo di quanto molti interventi vorrebbero far credere. In Europa è in atto una distruzione della diversità linguistica. Per tagliar corto, credo che la soluzione di questo problema non stia semplicemente nel sostegno a lingue o a lingue minoritarie, perché questo non basta, non è sufficiente; credo che la soluzione stia in una parola difficile e scomoda: esperanto. Proviamo almeno! Secondo alcuni studi quella lingua, come lingua tecnica, neutra, potrebbe essere imparata e quindi politicamente scelta al posto di altre lingue. L'uso di altre lingue, che di per sè rappresentano e portano con sè una cultura, come lingue uniche o lingue ponte, sarebbe il risultato del predominio di una cultura su un'altra, che è ciò che sta accadendo oggi. L'esperanto non presenta questo problema o questo difetto. Se fosse vero – e io lo credo – che è possibile apprendere questa lingua con la facilità che molti studi internazionali dimostrano, credo che l'Unione europea dovrebbe quanto meno tentare di sperimentare anche questa via. I finanziamenti, i sostegni davanti alla logica della distruzione della diversità linguistica non sono sufficienti. < script language=Javascript> Display_Body_suffix()
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    Resoconto integrale delle sedute

    SEDUTA DI GIOVEDI' 4 SETTEMBRE 2003

    Allargamento e diversità culturale (lingue regionali e meno utilizzate)

    Cappato (NI). Signor Presidente, purtroppo temo che il quadro sia meno positivo di quanto molti interventi vorrebbero far credere. In Europa è in atto una distruzione della diversità linguistica. Per tagliar corto, credo che la soluzione di questo problema non stia semplicemente nel sostegno a lingue o a lingue minoritarie, perché questo non basta, non è sufficiente; credo che la soluzione stia in una parola difficile e scomoda: esperanto. Proviamo almeno! Secondo alcuni studi quella lingua, come lingua tecnica, neutra, potrebbe essere imparata e quindi politicamente scelta al posto di altre lingue. L'uso di altre lingue, che di per sè rappresentano e portano con sè una cultura, come lingue uniche o lingue ponte, sarebbe il risultato del predominio di una cultura su un'altra, che è ciò che sta accadendo oggi. L'esperanto non presenta questo problema o questo difetto. Se fosse vero – e io lo credo – che è possibile apprendere questa lingua con la facilità che molti studi internazionali dimostrano, credo che l'Unione europea dovrebbe quanto meno tentare di sperimentare anche questa via. I finanziamenti, i sostegni davanti alla logica della distruzione della diversità linguistica non sono sufficienti. < script language=Javascript> Display_Body_suffix()
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