Europa e oltre

L’offerta nucleare di Macron alla Ue

Il presidente mette a disposizione dell`Europa l’atomica francese. «Serve maggiore capacità d’azione»

Emmanuel Macron sul futuro dell'Europa al PE di Strasbourgo
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Il presidente francese Macron «La nostra bomba nucleare a disposizione dell’Europa»

L’offerta nucleare di Macron alla Ue

Il presidente mette a disposizione dell`Europa l’atomica francese. «Serve maggiore capacità d’azione»

Il discorso sulla strategia di difesa e la dissuasione nucleare è un appuntamento importante per ogni capo di Stato francese: il predecessore Hollande lo ha pronunciato nel 2015 a Istres, Nicolas Sarkozy a Cherbourg nel 2008, Jacques Chirac nel 2001 e nel 2006, uno per ogni mandato, all`Istituto di studi sulla difesa nazionale.

Emmanuel Macron ha scelto la Scuola di guerra di Parigi, ma più che il luogo è importante il momento: dopo molti rinvii negli ultimi mesi, il presidente ha parlato ai cadetti militari ieri, pochi giorni dopo la Brexit che fa della Francia l`unico Paese dell`Unione Europea in possesso dell`arma nucleare.

Il capo di Stato francese ha esortato gli europei a dotarsi di una «maggiore capacità di azione» di fronte ai nuovi disordini mondiali. «Gli europei oggi devono comprendere che potrebbero presto trovar- si esposti alla ripresa di una corsa agli armamenti sia convenzionali sia nucleari, sul loro suolo. Non possono limitarsi al ruolo di spettatori. Ridiventare il terreno di scontro di potenze nucleari non europee non sarebbe accettabile. In ogni caso, io non lo accetto».

Le parole di Macron sembrano costituire il prolungamento naturale del discorso della Sorbona del 26 settembre 2017, quando il presidente presentò il suo progetto per rifondare l`Europa. Un piano rimasto sulla carta per la scarsa reattività della cancelliera Angela Merkel indebolita in Germania, per l`avanzata dei sovranisti in molti Paesi europei, e forse anche per le successive difficoltà di Macron sul piano interno. Le ragioni di una rifondazione europea, a cominciare dall`ambito della difesa, però rimangono.

Il leader della sola potenza nuclleare dell’Ue lo ha ricordato ieri, quando dopo avere evocato le zone di tensione in tutto il mondo , dal Medio Oriente alla Libia, ha detto che «dobbiamo scegliere tra il riprendere in mano il nostro destino oppure, rinunciando a qualsiasi strategia propria, allinearci a una qualche altra potenza. Ecco perché un sussulto è necessario e il nostro obiettivo deve essere la rifondazione dell`ordine mondiale al servizio della pace. La Francia e l`Europa hanno un ruolo storico da giocare».

Il presidente francese è chiamato in questa fase a un gioco da equilibrista. Da una parte, già autore della famosa frase sulla Nato «in morte cerebrale», non può e non vuole rincarare la dose proponendo esplicitamente la Francia come sostituto della Nato e degli Usa nel garantire la sicurezza degli europei; inoltre, la Francia della difesa resta comunque legata alla Gran Bretagna dagli accordi di Lancaster House del 2010; infine, Macron cerca di non urtare la suscettibilità degli alleati europei, che potrebbero non gra- dire la voce grossa di un presidente che è anche capo delle forze armate con 300 testate nucleari a disposizione.

D’altra parte, in un mondo dove i trattati di controllo delle armi atomiche vengono denunciati da Russia e Usa a uno a uno, dove la Cina ha ormai oltre 500 testate atomiche e dove il presidente americano Donald Trump lancia continui segnali di disimpegno rispetto all`Europa, si apre uno spazio pericoloso. Ed è inevitabile che l`Unione Europea debba ripensare la propria strategia di difesa, tenendo conto della capacità di dissuasione nucleare che la Francia è disposta ad offrire.

«La nostra sicurezza passa per una più grande capacità di azione autonoma degli europei», ha ribadito Macron, che pensa a una partecipazione Ue ai negoziati sugli arsenali atomici. Di nuovo la Francia chiama l`Europa, sperando in una risposta sulla difesa che contribuisca a creare il nascente equilibrio post Brexit.

Stefano Montefiori | Corriere della Sera | 8.2.2020

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